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Agricoltura | martedì 04 dicembre 2018, 07:45

L’azienda agricola Riberi e Martini di Cuneo: due famiglie che, nel 1995, hanno unito le forze per crescere insieme (FOTO)

Gianni, Giorgio e Pierluigi hanno proseguito la storica attività di nonni e genitori. Investendo a piccoli passi sulla qualità e nel rispetto delle tradizioni contadine. In 100 giornate piemontesi di terreno coltivano tanti ortaggi, frutta e i cereali per l’allevamento dei 180 bovini di Razza Frisona. Producono dai 20 ai 25 quintali di latte al giorno. Hanno un loro caseificio. E vendono direttamente ai consumatori

Gianni Riberi e Giorgio e Pierluigi Martini al lavoro

Gianni Riberi e Giorgio e Pierluigi Martini al lavoro

I contadini di un tempo tenevano ben stretti i loro “segreti” produttivi e mai ne facevano parola con i colleghi. Con il passare degli anni la mentalità è cambiata e sono nate cooperative e associazioni che cercano di incentivare e favorire la collaborazione tra le imprese del settore.

Però, mettere insieme terreni e allevamenti per unire le forze con l’obiettivo di crescere e ottenere dei risultati sempre migliori rimane un percorso ancora raro. Non nella frazione Ronchi di Cuneo, in via Basse di Chiusano, dove, nel 1995, le famiglie Riberi e Martini, prima ognuna per conto proprio, capovolgono totalmente gli atteggiamenti di chiusura, realizzando una sola azienda agricola. I campi sono confinanti, la pensano allo stesso modo e allora perché non provarci?

Il grande passo, condiviso dai genitori, lo compiono i giovani di allora già inseriti nelle rispettive cascine: Giovanni Riberi, da tutti chiamato Gianni, nato nel 1970, e Giorgio e Pierluigi Martini, classe 1968 e 1963.       

UNA STORIA CHE PARTE DA LONTANO

Siamo agli inizi del 1900, nella stessa zona di via Basse di Chiusano dove ora l’azienda unica ha la sede e svolge le attività. Da una parte lavorano i Riberi, con nonno Gianmaria e nonna Maddalena a cui, con il passare del tempo, subentrano il figlio Stefano e la moglie Margherita. Accanto ai loro campi si prodigano nell’attività agricola i Martini: nonno Tommaso e nonna Teresa aiutati poi dal figlio Cristoforo e dalla moglie Margherita.

I rapporti tra le due famiglie sono cordiali. Dopo la scuola dell’obbligo iniziano a lavorare nelle due strutture Gianni, Giorgio e Pierluigi. Il periodo? Anni Ottanta. Entrambe le aziende coltivano i pochi prodotti in voga a quel tempo: pomodori; peperoni, fagioli e cereali. E nelle due stalle ci sono i bovini di Razza Piemontese, ma comincia a prendere piede l’allevamento di alcune mucche frisone da latte.  

LA SVOLTA DECISIVA

Nel 1995 la svolta decisiva: sulla forte spinta dei tre figli si mettono insieme i terreni e gli animali. Partendo con la nuova avventura. “Eravamo molto giovani - dicono Gianni e Giorgio - e a quell’età c’è la voglia di costruire qualcosa di nuovo. Le idee sul modo di programmare lo sviluppo delle produzioni coincidevano. Volevamo rimanere legati alle tradizioni lavorando la terra con la stessa passione dei nostri nonni e genitori, ma rivolgendo lo sguardo al futuro: alle tecnologie e alle esigenze di una società che stava cambiando rapidamente. Da entrambe le parti si è avuta una grande apertura mentale. E il passo è stato semplice. Però, in agricoltura è un percorso non così facile da concretizzare anche a livello pratico. Noi ce l’abbiamo fatta. La scelta ci ha permesso di unire le forze e di innovare l’attività con tanti investimenti. Realizzando il nostro sogno iniziale”.  

COSA SUCCEDE DOPO

La sede della nuova azienda diventa cascina Martini. Si uniscono la sessantina di giornate piemontesi e i capi bovini in proprietà delle due famiglie. Tuttavia, fin da subito gli orizzonti si allargano. Le tipologie di coltivazioni aumentano. Viene deciso di dedicare l’allevamento ai soli esemplari di Razza Frisona, costruendo stalle nuove e moderne. E si comincia a trasformare il latte in formaggi, ma in alcuni caseifici che Gianni, Giorgio e Pierluigi affittano a ore per la produzione.

Nel 2005 avviene una seconda svolta determinante: l’apertura del punto vendita diretta ai consumatori in corso Santorre di Santarosa a Cuneo, con orario continuato dalle 7 alle 20 il mercoledì e il sabato. All’inizio pochi prodotti, poi sempre di più. Adesso c’è a disposizione un assortimento di prelibatezze davvero rilevante.   “Per noi - affermano Gianni e Giorgio - si è trattato di una sfida: voler portare, cioè, sulle tavole dei consumatori i prodotti come se fossero stati appena raccolti o preparati dagli stessi clienti. Quindi, freschissimi. Per questo motivo la struttura è fruibile solo due giorni della settimana. Così abbiamo il tempo di seguire le lavorazioni in azienda e di rispettare i tempi naturali di crescita e di maturazione di quanto proponiamo”.   

Al punto vendita si aggiunge, nei giorni della sua chiusura, l’avviamento del distributore automatico di latte fresco crudo, in seguito fornito anche di formaggi e yogurt. E, nello stesso periodo, altri due distributori vengono aperti in piazza Foro Boario, sempre a Cuneo, e in via della Battaglia, nella frazione di Madonna dell’Olmo. A questi ultimi si può accedere dalle 7 alle 21 tutti i giorni della settimana. “Un modo - sottolineano Gianni e Giorgio - per garantire bontà e freschezza  senza intermediari e contenendo i costi”.

Negli anni le coltivazioni aumentano ancora e vengono costruite le serre. L’ultimo importante investimento è del 2015, con la realizzazione del caseificio in cascina. I tre titolari si scambiano i compiti a seconda delle esigenze richieste dall’attività, ma ognuno ha una competenza specifica: Gianni si occupa di latte, formaggi e yogurt; Giorgio dell’allevamento e Pierluigi delle coltivazioni. Oltre a loro, lavorano in azienda il figlio di Giorgio, Davide, 20 anni, diplomato all’Istituto Agrario, quattro dipendenti nel caseificio e altri quattro, in media,  stagionali, impegnati nella stalla e nelle colture. Ma danno una mano, soprattutto nel punto vendita, le mogli e gli altri figli inseriti come coadiuvanti. Un esempio di comunità famigliare nella quale ogni componente è consapevole dell’importanza di essere protagonista e, nel contempo, responsabile di uno straordinario progetto.    

LA FILOSOFIA DELL’AZIENDA

Gianni e Giorgio: “Con la nostra azienda vogliamo dare il giusto tempo e il giusto spazio a tutti i prodotti della campagna, senza fretta, senza scorciatoie, senza trucchi, avendo come riferimento i ritmi naturali delle stagioni. Proprio come facevano i nostri nonni. Per restituire, oltre ai gusti e ai sapori, i valori e le virtù di un tempo. Nel rispetto dell’ambiente e senza sprecare nulla. Perché in campagna si butta via niente”.

Come ci riuscite? “In tutte le lavorazioni - ortofrutta, latte e formaggi - seguiamo la filiera dall’inizio alla fine. I nostri prodotti li vediamo nascere e li curiamo con attenzione. Sono frutto delle nostre mani e del nostro impegno quotidiano. In questo modo ne conosciamo ogni segreto e quando li vendiamo riusciamo a spiegarne tutte le caratteristiche al cliente. Li raccontiamo nei minimi particolari. E questo rappresenta il nostro importante valore aggiunto. Perché mangiare bene è un’esigenza, non un lusso. E poi abbiamo abituato i consumatori a non chiederci le pesche a dicembre o i pomodori a gennaio, perché in quel periodo pesche e pomodori non potrebbero mai crescere e maturare. Le nostre produzioni invece, nella misura maggiore possibile, sono del giorno prima. Contraddistinte, perciò, dalla freschezza del sapore. La prova di aver imboccato la strada giusta è che i clienti tornano. Per cui crediamo di aver sempre dato loro un prodotto buono e di aver lavorato bene”.

Non avete scelto la strada del biologico? “Non vogliamo snobbare il bio, anzi. Però, a volte le carte servono a poco. La certezza di vendere prodotti di qualità, sani e sicuri dal punto di vista alimentare ce la dà proprio il fatto di poter seguire direttamente l’intera filiera. Non abbiamo bisogno di certificazione perché sappiamo come avvengono le produzioni. Ci sono dei tecnici che ci accompagnano nei lavori sulle colture, nell’allevamento e nel caseificio e ci forniscono le nozioni necessarie per avere dei prodotti freschi, sani, belli e di qualità. A cui si aggiungono i controlli. Utilizziamo comunque molti dei metodi previsti dal biologico”.

Ad esempio? "Gli insetti utili a colpire quelli dannosi, la confusione sessuale; i prodotti naturali di contrasto ai parassiti e alle malattie; l’uso di varietà ortofrutticole più resistenti, la rotazione dei prodotti coltivati, l’eliminazione delle piante infette e la pacciamatura, ricoprendo il terreno attorno alle colture con un telo biodegradabile per evitare la crescita delle erbe infestanti. Le serre aiutano a proteggere frutta e verdura dai fenomeni climatici, ma anche dalle patologie delle coltivazioni. E l’irrigazione a goccia nei tunnel viene regolata da un computer”.  

I TERRENI E LE COLTIVAZIONI

Alla sessantina di giornate piemontesi in proprietà, Gianni, Giorgio e Pierluigi, nel corso degli anni ne hanno aggiunte un’altra quarantina in affitto. Sulla maggior parte dei terreni vengono coltivati il fieno da erba medica, il mais, l’orzo e il grano che servono ad alimentare i bovini. Sette giornate le occupano le moltissime colture orticole di stagione, ma anche il frutteto con fragole, piccoli frutti, ciliegie, mele, pesche, susine, pere, albicocche. L’ultima novità è l’uva apirene senza semi, che l’azienda ha iniziato a piantare per sostituire gli impianti di kiwi colpiti dalla batteriosi.  Tre giornate sono coperte con undici serre, dove le produzioni (principalmente pomodori, peperoni, fragole e insalate) possono protrarsi qualche settimana in più rispetto a quelle all’aperto. Le colture vengono vendute nel punto vendita di corso Santorre di Santarosa.  

LE STALLE, IL LATTE E LE UOVA

L’allevamento è costituito di 180 capi, dei quali un’ottantina sono mucche in produzione che “sfornano” dai 20 ai 25 quintali di latte al giorno. La quantità maggiore è destinata al caseificio, una parte viene smerciata nei punti vendita e quanto rimane lo acquista la Tramonti di Villanova Mondovì che lo trasforma in formaggi. Anche in questo caso la filiera è completa in quanto tutti i capi nascono in azienda. Le vitelle vengono cresciute per produrre latte, i vitelli venduti ad altri allevatori pochi mesi dopo la nascita. I soli maschi adulti presenti nelle stalle sono i tori da riproduzione. La qualità viene ottenuta favorendo il benessere animale, ma anche attraverso una corretta e sana alimentazione. Un esperto del settore fornisce la dieta quotidiana utilizzando quanto prodotto dall’azienda sui propri terreni. E le materie prime non sufficienti a coprire il fabbisogno dei bovini sono controllate e garantite. Inoltre, vengono allevate le galline che possono scorrazzare liberamente su un pezzo di terreno. Un modo per garantire l’assoluta qualità delle uova prodotte.   

IL CASEIFICIO E I FORMAGGI

Nel caseificio vengono realizzati soprattutto formaggi freschi perché sono quelli che meglio esaltano l’alta qualità del latte. Ma una parte di assortimento è anche costituita di stagionati. Inoltre, negli ultimi tempi la lavorazione si è ampliata a quelli con latte di pecora e di capra forniti da due allevamenti locali con i quali Riberi e Martini hanno iniziato la collaborazione. Poi ci sono lo yogurt e la novità del latte pastorizzato. “Quest’ultimo - spiega Gianni - è nato per sfida. In molti ci dicevano: “voi mettete in vendita solo il latte crudo che è buono, ma sul pastorizzato la questione cambia”. Allora abbiamo provato e i consumatori hanno notato la differenza. Quindi, vuol dire che se alla base c’è un buon prodotto anche le lavorazioni danno risultati soddisfacenti”.

Il tutto viene smerciato nei punti vendita e nei distributori automatici. Inoltre, vengono utilizzati i canali delle mense scolastiche, degli ospedali, dell’ingrosso e dei negozi. Come Il Girasole di Centallo: un’azienda con gli stessi principi della Riberi e Martini, che vende i loro formaggi a Savona.        

IL PUNTO VENDITA

Nel punto vendita di corso Santorre di Santarosa a Cuneo i prodotti in mostra sono un incantevole tavolozza di colori offerta da Madre Natura. Il flusso dei clienti è continuo. Molti si servono da soli perché ormai conoscono la bontà delle eccellenze esposte, altri vengono consigliati con professionalità e gentilezza. A dimostrazione che la scelta  del metodo di vendita diretta funziona e ha centrato l’obiettivo. Dietro il bancone si alternano Gianni, Giorgio, Pierluigi e i loro famigliari. “Non siamo dei commercianti - precisano Gianni e Giorgio - e vogliamo continuare a essere degli agricoltori. Però, grazie al nostro sistema di produzione e di vendita riusciamo a rimanere sul mercato. Altrimenti avremmo già chiuso l’azienda”.   

I PROBLEMI

Gianni e Giorgio: “Eravamo contadini e ci hanno fatto diventare imprenditori. Adesso per la parte burocratica siamo imprenditori, ma per tutto il resto ci hanno fatto rimanere contadini. L’agricoltura è sempre stata la Cenerentola delle attività produttive e continua a esserlo. Le carte da compilare sono davvero troppe. Però, il nostro lavoro è nei campi. Se dobbiamo stare seduti dietro a una scrivania l’attività non cresce: anzi va indietro. Le Istituzioni dovrebbero farsi un bell’esame di coscienza sulle difficoltà in cui sono costrette a operare le aziende di tutti i settori: non solo quelle agricole”.  

LE SODDISFAZIONI

Gianni e Giorgio: “Quella più importante è sicuramente rappresentata dal rapporto diretto con i clienti nel punto vendita. Si crea un bel confronto sulle produzioni, che aiuta a crescere nell’attività e ci consente di adattare il nostro lavoro alle loro richieste. Lo abbiamo fatto con alcune verdure come le cime di rapa e con i formaggi. Un modo importante per soddisfare i desideri delle persone ed essere  pronti alle trasformazioni del mercato. L’esigenza dei consumatori è di mangiare sempre meglio e più sano. Noi cerchiamo di andare loro incontro nella misura maggiore possibile”.  

IL BILANCIO DEI 23 ANNI DI ATTIVITA’ INSIEME

“La scelta di metterci insieme - concludono la chiacchierata Gianni e Giorgio - è stata determinante per crescere. Siamo riusciti a fare tanti investimenti e altri speriamo di farne ancora nei prossimi anni. In questi tempi di incertezza economica non è proprio così scontato. Crediamo di aver lavorato bene, ricevendone, in cambio, un buon riscontro da parte dei clienti. Sono loro la nostra forza che ci consente di andare avanti. E per il futuro vogliamo continuare a migliorare e curare ulteriormente il lavoro quotidiano”.  

L’azienda Riberi e Martini è l’esempio concreto di come si possa rimanere legati ai valori delle tradizioni contadine guardando però all’innovazione e al futuro. Due famiglie che, con impegno e passione, hanno costruito un’oasi di prestigio imprenditoriale e sociale dove non contano solo i prodotti ma lo stare insieme, il condividere i progetti, il raggiungere gli obiettivi. Creando un forte senso di comunità: a piccoli passi e sempre con i piedi per terra.                             

Sergio Peirone

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