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Attualità | mercoledì 05 dicembre 2018, 17:32

“353mila euro, non 450mila”: il sindaco di Saluzzo porta in Consiglio i conti, aggiornati a fine novembre, del dormitorio per i braccianti

Il sindaco Calderoni smentisce le cifre riportate da parte dell’opposizione (“sulla base di calcoli a noi del tutto sconosciuti”). Nel mirino anche la posizione di Dario Miretti, consigliere comunale e imprenditore del settore agricolo

Il sindaco Calderoni all'apertura del dormitorio temporaneo - FOTO MAURO PIOVANO

Il sindaco Calderoni all'apertura del dormitorio temporaneo - FOTO MAURO PIOVANO

353mila euro.

A tanto ammonterebbe – dato aggiornato a fine novembre - il costo dell’operazione portata avanti dal Comune di Saluzzo per la creazione del dormitorio temporaneo per i braccianti della frutta allestito all’interno dell’ex caserma Filippi, al Foro Boario.

In attesa dei bilanci consuntivi definitivi, le cifre sono state snocciolate dal sindaco della Città, Mauro Calderoni, durante l’ultimo Consiglio comunale, come richiesto dall’interpellanza presentata da Daniela Contin, Dario Miretti (Forza Italia) e da Andrea Farina (lista civica “Progetto Saluzzo”).

Nel mirino di parte dell’opposizione (“orfana” del sostegno del legista Domenico Andreis, di Stefano Quaglia e di Danilo Rinaudo) c’erano – appunto – i costi di realizzazione e gestione della struttura, che è arrivata ad ospitare contemporaneamente 368 persone.

I firmatari dell’interrogazione sostenevano come, stando ai loro calcoli, il costo ammontasse a 450mila euro. Il primo cittadino ha risposto che non è così, riportando la cifra di 353mila euro.

Ho risposto puntualmente a tutte le domande dei consiglieri – spiega Calderoni – che però hanno ripreso la parola per elencare una serie di numeri, tra cui molti presunti sulla base di calcoli a noi del tutto sconosciuti.

Era impossibile dibatterne quindi. Tutto ciò che abbiamo fatto è alla luce del sole, ben documentato. Invece di dividerci sui dettagli, sui ‘numerini’, come dicono le destre quando fa comodo a loro, discuterei una volta per tutte dei problemi veri e di una seria strategia per affrontare il fenomeno del lavoro stagionale nella frutta nella sua complessità.

La vera questione non è sulle cifre, ma sull’approccio: si vuole continuare a fare polemica oppure iniziare una riflessione per trovare una soluzione di sistema alla crescente necessità di manodopera nel settore agricolo che per il nostro territorio è strategico ed in continuo sviluppo?”.

Parte del dibattito generatosi sulla vicenda ha poi riguardato la posizione di Dario Miretti, consigliere comunale e imprenditore del settore agricolo. Miretti si è sentito tirato in ballo quando Calderoni ha invitato le minoranze a “intervenire” in merito ad “aziende di parenti e conoscenti che assumono africani e usufruiscono del dormitorio temporaneo”.

Tesi (in parte) respinta al mittente dallo stesso consigliere di minoranza, che da un lato ha “ammesso” che il fratello avrebbe alle dipendenze un ragazzo di origine africana, salvo poi sostenere che “altri Miretti non sono miei parenti”.

Proprio Miretti – continua Calderoni - ha dichiarato, ed è a verbale, che pure suo fratello utilizza la rete di accoglienza messa in piedi da Comuni e Caritas, da lui tanto criticata.

Mi sembra che arrivati a questo punto, per il bene di Saluzzo, sarebbe importante iniziare ad esporsi con delle prese di posizione che non siano solo strumentalizzazioni politiche, altrimenti accontentiamoci della storiella dell’africano in bicicletta che viene per qualche mese in vacanza a Saluzzo e poi tanto al letto ci pensano le aziende agricole sane ed il Comune”.

Sui costi del dormitorio realizzato nell’ex Caserma Filippi – dichiara invece Andrea Farina - i dati forniti dal sindaco coincidono solo parzialmente con quelli a nostra disposizione, tale per cui ritengo che, trattandosi di soldi pubblici con riferimento ai quali risulta doverosa la massima trasparenza, si debba successivamente tornare sull'argomento, magari chiedendo alla Giunta un preciso dettaglio scritto delle varie voci di spesa.

Se poi anche il costo complessivo dell'intervento ammontasse, come affermato dal sindaco in Consiglio comunale, a 360mila euro e non a 440mila come invece desunto dai nostri calcoli, è superfluo dire che si tratti di una cifra considerevole, rispetto a cui spetterà ai cittadini decidere se sia stata utilmente spesa o meno”.

Nicolò Bertola

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