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Attualità | giovedì 06 dicembre 2018, 15:14

Oliviero Toscani contro Giorgia Meloni, Sordella e Mantini: "Espressioni inaccettabili che colpiscono tutti"

Sia il primo cittadino che la consigliera comunale hanno condannato gli insulti del celebre fotografo: "Bisogna riportare i toni del confronto a quelli del rispetto reciproco"

Foto generica

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"United colors? Il solo colore per Oliviero Toscani deve essere quello del rosso-vergogna".

Commenta così Anna Mantini, consigliere comunale di Fossano, membro della consulta regionale femminile e vicepresidente Expoelette, la diatriba che ha visto protagonisti il famoso fotografo e la leader di Fratelli d'Italia (nella quale durante un'intervista radiofonica il primo ha riservato alla seconda definizioni molto, forse troppo, colorite).

"Dal "fotografo dei potenti" arriva l'ennesimo "scatto infelice" che fotografa quella parte sicuramente minoritaria di Italia misogina e razzista contro il "diverso per idea" - sottolinea Mantini - , ma che rischia di apparire maggioritaria di fronte al colpevole silenzio degli altri, di chi non condannando una violenza verbale finisce, senza volerlo, con il legittimare quella fisica contro una donna o contro una persona fragile a livello psicofisico".

"Se un confronto o una discussione si riduce a scontro basato sull'estetica o sull'esteriorità, o a giudizi di minorità mentale perché si ha un pensiero di destra piuttosto che di sinistra, allora con lo stesso orrendo metro di giudizio si potrebbero definire i molti, troppi silenzi della parte politica del signor Toscani di fronte alla catena di femminicidi e violenze sessuali spesso irreparabili per le vittime. Forse, troppo impegnato a difendere determinati potentati economici e familiari, anche contro ogni evidenza logica come nel caso del ponte di Genova, al signor Toscani qualche calcinaccio nel cervello è rimasto".

"Spero che chi finora ha taciuto, smetta di rimanere indifferente di fronte a messaggi che legittimano l'intolleranza, quella più dolorosa, quella per cui la vittima di violenza verbale e fisica viene additata come colpevole "perché era comunque destinata a fare quella fine lì" - conclude Mantini - . Quelle battute, quei tre aggettivi ("brutta, volgare, ritardata") colpiscono tutti e tutte noi. E chi tace, drammaticamente acconsente e non può mettersi la coscienza in pace con un convegno".

 

Dello stesso parere anche il sindaco della città degli Acaja Davide Sordella, che si unisce "alle numerose persone che, anche a livello locale, hanno condannato le espressioni denigratorie rivolte all’on. Meloni, parole che colpiscono tutti noi".

"Dobbiamo impegnarci tutti a riportare i toni del confronto a quelli del rispetto reciproco tra le persone, tutte, in un momento in cui lo scontro verbale e gli insulti gratuiti, sia nelle dichiarazioni pubbliche che sui social network, non sono più accettabili. Bisogna condannare ogni forma di insulto, in particolare quelli sessisti, non rimanendo indifferenti di fronte a messaggi che legittimano l’intolleranza per ritornare ad un confronto sulle idee, perché “non condannando una violenza verbale si finisce, senza volerlo, con il legittimare quella fisica”".

redazione

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