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Attualità | giovedì 06 dicembre 2018, 15:01

Saluzzo, dopo anni di attesa, al via il cantiere sulla chiesa di San Giovanni

Grazie al finanziamento della Cei di 630 mila euro parte il primo dei tre lotti di lavori urgenti. L’annuncio del vescovo Bodo: “un dono di Natale”. Lo stimato del restauro complessivo ammonta a 5 milioni di euro. Saluzzo delibera 25 mila euro. Annunciati dalla Soprintendenza possibili finanziamenti per l’apparato pittorico interno della chiesa per 1.600.000 euro

Saluzzo, conferenza stampa.Sonia Damiano, Giulia Marocchi, Silvia Gazzola, Paolo Bovo, Monsifnor Cristiano Bodo, il sindaco Mauro Calderoni

Saluzzo, conferenza stampa.Sonia Damiano, Giulia Marocchi, Silvia Gazzola, Paolo Bovo, Monsifnor Cristiano Bodo, il sindaco Mauro Calderoni

Dopo anni di attesa, prende avvio quella che dovrebbe essere una imponente stagione di restauri sulla chiesa di San Giovanni.

La prima fase del cantiere, tre i lotti iniziali previsti, interesserà i lavori più urgenti: il tetto dell’edificio sacro e delle cappelle, insieme al consolidamento e restauro conservativo del campanile.

L’operazione partirà entro i primi sei mesi del nuovo anno grazie al finanziamento della Cei (Conferenza episcopale italiana) che per San Giovanni ha stanziato 630 mila euro. Una seconda fase di restauri interesserà la Cappella Marchionale, per la quale è in corso il reperimento di ulteriori risorse (circa 365.000 euro per il consolidamento delle strutture lapidee interne, 67 mila euro per le finestre, oltre 20 mila euro per le prove campione).

Lo ha comunicato il vescovo monsignor Cristiano Bodo nella conferenza stampa in Curia, ieri mattina, annunciandolo come “piccolo dono prenatalizio che ci facciamo, dopo aver riaccolto in seno alla  chiesa diocesana lo stupendo tempio dedicato a San Giovanni e avviato il rinnovamento del nostro Duomo".

Nel luglio di quest’anno si è risolto infatti l’iter complesso relativo al nodo-proprietà della chiesa dei marchesi di Saluzzo, simbolo e “memoria collettiva della città”, ora bene assegnato alla Diocesi. Una proprietà passata nei secoli dai Domenicani (1281), a famiglie nobili saluzzesi, ai Servi di Maria, al Demanio, al Vescovo di Saluzzo, come riassume Sonia Damiano dell’ufficio culturale diocesano.

Monsignor Bodo, che lo scorso anno aveva avuto risposta positiva dall’ufficio giuridico della Cei circa il titolo formale di proprietà della Chiesa, ha interpellato inoltre, ricevendo il loro generale assenso, gli eredi individuati di famiglie (Della Chiesa d’Isasca, della Chiesa di Benevello, Melano di Portula, Derossi e Pensa) che acquistarono il convento con l’edificio sacro ad inizio ‘800, per sottrarli dalla soppressione, dismettendoli poi nuovamente a favore dell’allora vescovo di Saluzzo Ferrero della Marmora. Un passaggio di cui mancava registrazione ufficiale e per il quale i discendenti hanno confermato la volontà degli avi.

La chiesa di San Giovanni è ora annessa alla parrocchia della Cattedrale retta dal canonico don Roberto Salomone. Tra i due edifici un legame di restauri “che sono chiave interpretativa della Fraternità in cantiere", il cammino pastorale scelto dal vescovo "che guarda al cantiere delle opere architettoniche diocesane (piccole cappelle Sistine) come segni della fede di un popolo e della sua storia".

Sempre grazie al contributo Cei e all’8x1000 la Cattedrale di Saluzzo ha completato il rifacimento del tetto (175 mila euro) e con il contributo di 120 mila euro della Fondazione CrTorino, ha portato a termine gli interventi conservativi sulla facciata principale e sulle due statue degli apostoli Pietro e Paolo,  oltre a quelli della cappella del Santissimo  Sacramento. “Il rinnovamento delle due chiese sono opportunità per trasmettere in modo efficace alcuni contenuti essenziali della nostra identità cristiana. I bellissimi affreschi delle nostre chiese erano vere e proprie catechesi. Erano la Bibbia dei poveri e semplici che occorre recuperare e portare all’attenzione della gente”.

Come dono della città al suo bene simbolo, il sindaco Mauro Calderoni  esprimendo soddisfazione per l’impulso decisivo (in poco meno di un anno) al percorso di riappropriazione della chiesa da parte di Bodo e iniziato con monsignor Guerrini, ha annunciato la delibera di un contribuito di 25 mila euro per avviare l’ approfondimento progettuale di fasi urgenti di intervento.

Lo stimato di spesa per eliminare le principali cause di degrado nei tre primi lotti ammontano a 2.300.000 euro. Oltre ai tetti di chiesa e campanile, cappella marchionale, la facciata, dovrà essere rifatto l’impianto di riscaldamento e quello elettrico obsoleto. Sono oggetto della terza tranche di lavori per il quale  si stanno ricercando finanziamenti.

L’architetto Paolo Bovo autore del progetto complessivo preliminare ed esecutivo, ha parlato di un'operazione di recupero importante e complessa stimata sui 5 milioni di euro, che richiede una progettazione e metodologia corretta, continuativa e realistica che guarda, fin dall’inizio, all’insieme delle fasi. Un progetto da condividere con la città “un cantiere aperto” (è la sua prospettiva) che possa generare in parallelo all’iter di restauro, un percorso di confronto e conoscenza sul bene e sulla città.

Notizie positive si aggiungono anche per il restauro delle parti pittoriche dell’interno della chiesa. La Soprintendenza dei Beni archeologici e Belle arti, ha messo in gara per l’assegnazione di fondi San Giovanni. Potrebbe essere finanziato il recupero  dell’ apparato decorativo della chiesa, della cappella dell’Addolorata e della  sagrestia. Un contributo complessivo di 1.600.000 diviso in tre tranche – ha annunciato l’architetto Silvia Gazzola per il bene storico considerato importante non solo per Saluzzo.  

Le ricerche svolte negli ultimi anni hanno dato riscontro del valore del complesso dei frati predicatori e in particolare della cappella marchionale nell’ambito del patrimonio culturale italiano ed europeo.

Il cantiere sui lavori “urgenti”  in San Giovanni dovrebbero concludersi entro tre anni.

Vilma Brignone

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