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Politica | giovedì 06 dicembre 2018, 22:00

Reddito di cittadinanza? No grazie. Meglio il "Lavoro di cittadinanza"

Riceviamo e pubblichiamo

Reddito di cittadinanza? No grazie. Meglio il "Lavoro di cittadinanza"

Demolire l’impianto normativo del Reddito di Cittadinanza e sostituirlo con un progetto che favorisca il Lavoro di Cittadinanza, questo l’obiettivo della petizione on-line promossa da Massimo Rosa e dalla Compagnia del Buon Lavoro ed indirizzata a Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini che sta raccogliendo enorme consenso e centinaia di adesioni giornaliere. Nel merito la proposta prevede di dirottare le risorse previste dalla finanziaria per il Reddito di Cittadinanza, ritenuto passivo e disincentivante, in un LAVORO DI CITTADINANZA offerto alle stesse persone aventi diritto ma con lo svolgimento di lavori qualificanti presso aziende pubbliche e private tramite le quali far transitare le retribuzioni con livelli di tassazione/contributivi minimi. Le considerazioni alla base del progetto sono semplici quanto incontrovertibili: i centri per l'impiego sono superati, internet e le funzionalità on-line consentono a chi cerca lavoro di mettersi direttamente in contatto con le aziende, sia tramite i portali dedicati che svolgono egregiamente il loro compito, che tramite la sezione “Lavora con noi” di cui ormai ogni azienda è dotata.

Anche si riuscisse a portare i CPL al 100% della loro “efficienza potenziale” non esisterebbero comunque opportunità sufficienti per coprire le 3 offerte per ognuno di coloro che ricerca lavoro previste dal Reddito di Cittadinanza. La creazione di nuovi posti di lavoro deve passare obbligatoriamente per le imprese e l’economia reale, questa è la base della proposta del LAVORO DI CITTADINANZA. Anche Papa Francesco sembra avere questa convinzione quando scrive: “Guadagnarsi il pane è un sano motivo d’orgoglio, il lavoro costa fatica ma aiuta a conservare un sano senso di realtà ed educa ad affrontare la vita. Le persone che mantengono se stesse e le proprie famiglie con il loro lavoro creano dignità. Il lavoro è dignità. I sussidi quando non legati a ridare occupazione creano dipendenza e deresponsabilizzano”.

“Abbiamo immaginato che le risorse finanziarie che inesorabilmente verrebbero disperse senza risultati col Reddito di Cittadinanza, se fossero fatte pervenire direttamente ai lavoratori tramite le aziende per mezzo di un Lavoro di Cittadinanza potrebbero sortire un effetto galvanizzante per il mondo del lavoro e per l’economia in generale” dice Massimo Rosa “In un istante si creerebbero centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro poiché non esisterebbe piccolo negozio di periferia, ufficio, officina, azienda o fabbrica che non assumerebbe all’istante uno o più dipendenti sapendo che non dovrebbe pagare loro lo stipendio ma potrebbe avvantaggiarsi di nuove risorse alle quali, a causa della crisi e dei costi eccessivi, sino ad oggi ha dovuto fare a meno”. Per sottoscrivere la petizione: https://www.change.org/p/lavoro-di-cittadinanza

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