/ Attualità

Che tempo fa

Cerca nel web

Attualità | venerdì 07 dicembre 2018, 12:05

Saluzzo, lo scodinzolio di Liù nel nucleo Alzheimer del Tapparelli per stimolare emozioni positive

Sono ripresi alla Residenza gli incontri di pet terapy condotti dalla psicologa Mara Fantone e dal medico veterinario Daniela Fraire con la golden retriver Liù

Saluzzo, lo scodinzolio di Liù nel nucleo Alzheimer del Tapparelli per stimolare emozioni positive

Sono ripresi nel mese di novembre gli incontri di “Interventi Assistiti con gli Animali” in sigla I.A.A. noti come Pet Therapy, all’interno del Nucleo Alzheimer della Residenza Tapparelli di Saluzzo.

Un primo ciclo era stato avviato nel mese di marzo e si era concluso a luglio. L’attività viene svolta con la collaborazione dell’équipe multidisciplinare, KIM, composta da professionisti dell’area socio-sanitaria con specifica formazione e qualificazione in questo tipo di intervento rispetto della normativa vigente.

Viene condotta, ogni martedì pomeriggio, da Daniela Fraire medico veterinario esperto in IAA insieme a Mara Fantone, psicologa, psicoterapeuta del Nucleo Alzheimer. Con loro c’è Liù, una Golden Retriver di 9 anni, professionista “a quattro zampe” da tempo impiegata in questo tipo ti interventi nelle case di riposo come nelle scuole. Liù è ormai di casa nella struttura e quando passa per i corridoi diretta al reparto è salutata e trattenuta dagli altri ospiti.

Negli ultimi decenni si è affermata la consapevolezza che la relazione uomo animale, in particolare per coloro che soffrono di disagi fisici e psichici, possa  trarre notevole giovamento. “La Pet Therapy si profila come un intervento non invasivo – spiega la psicologa - che si fonda sul rapporto affettivo ed emozionale uomo-animale attraverso i quali si cerca di promuovere un benessere psicofisico armonizzandosi con le condizioni socio-sanitarie già esistenti. Si può affermare che il cane diventa un facilitatore insieme al professionista nell’assistenza e nella presa in carico dell’ospite. Gli IAA possono avere valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa a seconda del progetto elaborato e dell’utente coinvolto". Gli animali maggiormente impiegati sono il cane, il cavallo, l’asino, il gatto ma  anche il coniglio.

"La relazione empatica,inquadrata come co-terapia - continua Daniela Fraire - è più facile tra cane ed uomo, perché prescinde dalle funzioni più compromesse della malattia come il linguaggio, l’orientamento, la memoria , la capacità di critica e di giudizio. Le leccate, gli scodinzolamenti, i segnali di attenzione sono sempre gratificanti per l’anziano e l’amore senza confini e l’approvazione incondizionata di un animale da compagnia, soddisfano bisogni emozionali vitali come ricorda Levinson, il padre della Pet therapy.

Quando l’anziano parla del suo cane di un tempo anche se in modo un po’ confuso,  il racconto stimola in lui emozioni positive creandogli benessere che è l’obiettivo condiviso che si vuole ottenere.

La pet therapy deve comunque essere applicata con rigore scientifico, da personale preparato e animali adeguatamente educati".

vilma brignone

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore