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Attualità | venerdì 07 dicembre 2018, 12:30

Tenda bis: la firma tra Anas ed Edilmaco potrebbe essere questione di giorni

Inizialmente si era parlato dell'autunno, ma il Consorzio torinese, che subentra a Grandi Lavori Fincosit, ha chiesto tutta una serie di informazioni sullo stato di conistenza dell'opera. Dalla firma alla ripresa dei lavori potrebbe volerci qualche settimana.

Tenda bis: la firma tra Anas ed Edilmaco potrebbe essere questione di giorni

Potrebbe davvero essere questione di giorni la firma del contratto di subentro tra Anas e il consorzio torinese Edilmaco per la realizzazione del Tenda bis, a seguito della revoca dell'appalto a Grandi Lavori Fincosit da parte di Anas stessa.

Si parla della metà di dicembre, anche se al momento il condizionale resta d'obbligo. La notizia, in realtà, è nell'aria da tempo. Dalla firma alla ripresa dei lavori, contando anche il periodo delle Festività, la previsione è di qualche settimana. Si guarda a gennaio 2019.

Inizialmente si era ipotizzata la ripresa dei lavori nell'autunno 2018, con previsione di chiusura entro la fine del 2020. Altri due anni di lavori, poi, per l'allargamento di quella attuale. Ma i tempi si sono allungati, perché la ditta subentrante avrebbe chiesto moltissima documentazione in merito allo stato di consistenza dell'opera e alle non conformità rilevate. 

Al momento sono stati realizzati soltanto 1.066 metri sul lato italiano e circa 493 su quello francese (Aggiornamento al 09/02/2018). Bisogna arrivare a 3.300 metri, senza calcolare i bypass di collegamento tra vecchia e nuova galleria.

Il cantiere ha subìto un sequestro di 80 giorni da parte della Procura di Cuneo nel 2017 (dal 24 maggio al 9 agosto); l’Anas, ad aprile 2018, dopo aver contestato alla ditta appaltatrice - la Grandi Lavori Fincosit - di non aver rispettato i canoni di produzione mensile, accumulando un forte ritardo nella realizzazione dell’opera, ha proceduto con la rescissione del contratto. 

Nei giorni scorsi la Procura di Cuneo ha ufficializzato la chiusura delle indagini. Tra le ipotesi di reato anche l'attentato alla sicurezza dei trasporti. In particolare per il "muro della vergogna", situato in territorio francese: è alto 11 metri e ha subito parziali cedimenti. Verrà demolito e ricostruito.

Barbara Simonelli

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