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Attualità | 10 dicembre 2018, 12:27

Dal 1° luglio Cuneo ha la tassa di soggiorno: nei primi tre mesi incassati 44mila euro

La rendicontazione è, infatti, trimestrale. A breve la scadenza del secondo trimestre. La proiezione di incassi è di circa 180mila euro. Comune e albergatori decideranno insieme come investirli

Il tramonto a Cuneo lo scorso mercoledì 5 dicembre

Il tramonto a Cuneo lo scorso mercoledì 5 dicembre

Il 1° luglio 2018, non senza polemiche, a Cuneo è stata introdotta la tassa di soggiorno. Si va da un minimo di 50 centesimi ad un massimo di 2 euro a notte in base alla tipologia e al livello della struttura, per non più di 7 notti consecutive.

Ci sono alcune esenzioni, tra cui minori di 12 anni, autisti e accompagnatori di gruppi oltre 20 persone, malati o disabili. 

Gli albergatori diventano riscossori per il Comune, che ha creato un software gratuito per consentire di svolgere le operazioni necessarie. Nel primo trimestre - luglio, agosto, settembre - di applicazione della tassa, che in realtà è un'imposta, il gettito è stato di 44mila euro. "Facendo una proiezione di massima - spiega l'assessore al Turismo Luca Serale - contiamo di arrivare a 180mila euro annui".

E' sempre Serale ad aggiungere: "Dopo mesi di tensione con la categoria degli albergatori, ci siamo trovati ad un mese di distanza dalla prima scadenza. Abbiamo istituito un tavolo di confronto per decidere insieme come investire questi soldi. Loro hanno fatto delle proposte: chiedono più materiale, la creazione di eventi che diano valore alla città e, ancora, la creazione di percorsi di visita a tema".

Quella che doveva essere una sperimentazione si avvia, dunque, a diventare definitiva. "La città di Cuneo ha delle grandi potenzialità. Non può competere con l'albese né deve scimmiottarlo. Cuneo deve diventare la capitale della Alpi del Mare. La candidatura Unesco certifica la bellezza di questo territorio. Non dimentichiamoci che la città è tra le prime in Italia per la qualità della vita e questo è un valore sempre più richiesto, anche a livello turistico".

Una delle voci maggiormente critiche, fin da quando si è iniziato a parlare di tassa di soggiorno, è stata quella di Giorgio Chiesa, vice presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti e Operatori Turistici della provincia di Cuneo e titolare del Lovera Palace a Cuneo, uno dei due 4stelle della città. 

"I nostri clienti non hanno battuto ciglio - ammette. Ma resta il fatto che per noi è un costo, sia in termini economici che di tempo speso per fare da esattori. Ma apprezziamo il fatto che siamo stati coinvolti dal Comune nella scelta di come investire il denaro. Gli albergatori hanno fatto le loro proposte, ora sta all'amministrazione vedere come realizzarle".

I motivi della contrarietà degli albergatori, al di là delle incombenze aggiuntive a loro carico, sono molto semplici: "Chiedevamo l'uniformità nell'applicazione dell'imposta. Se a Cuneo si paga e a Borgo San Dalmazzo o a Caraglio no, magari mi sposto di qualche chilometro ma vado a dormire dove non la pago. Inoltre, le presenze a Cuneo sono per lo più lavorative, non di turismo vero e proprio. Se vado in un posto per lavoro, perché devo pagare una tassa turistica?".

Questi, in definitiva, i due punti maggiormente contestati dagli albergatori. "Siamo stati coinvolti nella decisione di come investire questi soldi. E questo è positivo, lo ribadisco - continua Chiesa. Il Comune però deve fare maggiori accertamenti. Faccio presente che, di questi 44mila euro, 36 provengono da 8 strutture. 8000 da tutto il resto. C'è un grande sommerso, che diventa concorrenza sleale".

E conclude: "Cuneo ha una vocazione turistica, ma non è ancora una città turistica. Rispettiamo la decisione del Comune e stiamo collaborando ma, ribadisco, come albergatori continuiamo a dissentire".

Barbara Simonelli

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