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Attualità | 10 dicembre 2018, 13:11

“Un buon Pastore, che ha sempre saputo dare il meglio di sé stesso”: Monsignor Bodo ricorda don Luigi Destre

Il “cammino” del vescovo di Saluzzo al fianco di don Destre è durato poco più di venti mesi, sufficienti però a conoscere don Luigi e le sue mille sfaccettature e, soprattutto, a comprenderne l’amore e l’affetto dei suoi fedeli. I ricordi del sindaco di Paesana Mario Anselmo e dell’ex primo cittadino (attuale vicesindaco) di Crissolo Aldo Perotti

Don Luigi Destre insieme al vescovo di Saluzzo, Monsignor Cristiano Bodo

Don Luigi Destre insieme al vescovo di Saluzzo, Monsignor Cristiano Bodo

Un buon Pastore, che ha sempre saputo dare il meglio di sé stesso”.

Con queste parole Monsignor Cristiano Bodo, vescovo di Saluzzo, ricorda don Luigi Destre, “il Papa del Monviso”, scomparso ieri mattina (domenica) all’età di 83 anni.

Bodo ha assunto la guida della Diocesi saluzzese il 2 aprile del 2017, quando ha iniziato il suo Ministero episcopale. Il suo “cammino” al fianco di don Destre è quindi durato poco più di venti mesi, sufficienti però a conoscere don Luigi e le sue mille sfaccettature e, soprattutto, a comprenderne l’amore e l’affetto dei suoi fedeli.

Lo si capisce dalle parole dello stesso vescovo, che abbiamo raggiunto poco fa al telefono: “Se penso a don Luigi, mi viene in mente la sua grande umanità, l’attenzione a tutti e l’essere il riferimento per tutti.

Nella sua permanenza a Crissolo era un vero punto di riferimento per tutti, anche per i giovani, per via del suo carisma, ma soprattutto per quella bontà e schiettezza che lo hanno sempre contraddistinto.

Da parte di tutti coloro che lo hanno potuto conoscere ho trovato un sentimento di riconoscenza. Come dimenticare poi il suo grande amore per il Monviso. Il suo soprannome di ‘Papa del Monviso’ non era affatto un titolo vuoto, privo di significato, anche alla luce della sua permanenza nel Soccorso alpino quando, in quegli anni, aveva partecipato a tanti salvataggi, salvando tante vite a tante persone”.

Monsignor Bodo era salito a Crissolo il 3 marzo scorso, durante la Santa Messa per i 50 anni di servizio sacerdotale di don Luigi in paese.

In quell’occasione, don Destre aveva a più riprese scherzato con il vescovo, ricordando aneddoti dei tempi passati: “Mi ricordo – aveva detto Bodo – di quando don Luigi, accogliendo a Crissolo l’allora vescovo Monsignor Fustella, gli fece compiere, a piedi, un giro tra i vicoli sommersi di neve, finendo con l’inzuppargli i vestiti d’acqua”.

In tanti – aveva ricordato il vescovo - hanno ricevuto da don Luigi la parola giusta al momento giusto.

Anche per noi vescovi, è un esempio di dedizione ed abbandono totale in mano a Dio, che si è lasciato coinvolgere pienamente dalle varie stagioni della storia e della Chiesa.

Diciamo grazie al Signore per avercelo donato. Un timone fermo alla guida di queste Parrocchie, con grande passione e Fede. Hai dimostrato che Dio e la Chiesa sono anche sulle cime delle montagne, su un altare di neve o di sassi. Il 1968 è l’anno che ci accomuna, tu sei diventato parroco ed io sono nato: sgrana il Rosario anche per me”.

Anche per Mario Anselmo, sindaco di Paesana (dove don Luigi risiedeva in via 4 Novembre), nel ricordare il “Papa del Monviso” la memoria torna indietro negli anni.

Ricordi che mi fanno pensare al mio periodo della prima gioventù, quando don Luigi era il nostro curato. Un esempio di grande forza ed energia, un’esuberanza che ha sempre avuto e dimostrato nei nostri confronti, come giovani, creando un collante su tutte le iniziative che aveva portato avanti come GrEst, l’allora gruppo estivo.

Moltissimi erano passati attraverso questo progetto estivo, che teneva aggregati i giovani. Fu un periodo molto proficuo. Poi ‘salì’ a Crissolo, dove ha iniziato una nuova vita, che l’ha portato dove l’ha portato, con i tanti riconoscimenti ottenuti.

Lo ricordiamo come ‘Papa del Monviso’, e in questo caso non vale il detto ‘morto un Papa se ne fa un altro’: sarà difficile arrivare ai suoi livelli. Una grossa perdita. Sappiamo che la vita è così, ma è pur sempre una grossa perdita. Lo ricorderò sempre con grande affetto”.

Nei suoi 50 anni di permanenza a Crissolo, come parroco e guida spirituale del paese e dell’alta Valle, don Luigi ha condiviso “la strada”, inevitabilmente, anche con tanti sindaci. Tra questi Aldo Perotti, attuale vicesindaco e per diversi mandati primo cittadino.

La nostra comunità – così lo ricorda Perotti - è colpita profondamente, perché perde un riferimento durato oltre 50 anni. Senza tralasciare il carisma, don Luigi è stato un uomo molto dinamico, che teneva un posto grandissimo all’interno della vita del paese.

Siamo sempre stati molto affezionati a lui, gli volevamo bene e ora c’è un vuoto, un vuoto che bisognerà in qualche modo colmare, come lo stesso don Luigi ci ha insegnato. La pace e la serenità sono importanti, e questi sono aspetti che ci porteremo per tutta la nostra vita. Sono veramente colpito, anche perché nel ricordo subentra una grande amicizia e subentrano aspetti che evidente sono dovuti, per via del tempo che passa. Aspetti che non si possono dimenticare: alla fine torna sempre il sereno, ma non siamo mai preparati”.

A Paesana continua ad essere aperta – nella Confraternita di Santa Maria a Paesana - la camera ardente, che oggi rimarrà visitabile sino alle 18 di oggi (lunedì) e domattina (martedì) a partire dalle 8.

Questa sera sarà recitato il Santo Rosario, alle 20.30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria. Domani pomeriggio, alle 15.30, il rito esequiale, sempre nella Parrocchiale di Santa Maria, a Paesana.

Nicolò Bertola

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