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Cronaca | 10 dicembre 2018, 14:48

Aveva contraffatto un Gratta e Vinci milionario: reato estinto grazie al volontariato

A sei anni dai fatti e dopo un anno e mezzo di processo si chiude la vicenda processuale che ha avuto per protagonista un imprenditore 60enne di Monticello d’Alba

Aveva contraffatto un Gratta e Vinci milionario: reato estinto grazie al volontariato

A quasi sei anni dai fatti e dopo un anno e mezzo di processo si è definitivamente conclusa la vicenda processuale che ha avuto per protagonista il 60enne F. M., imprenditore di Monticello d’Alba, rinviato a giudizio nel marzo scorso dalla Procura di Roma per aver contraffatto un biglietto del "Gratta e Vinci" serie "Maxi Miliardario" e poi aver poi tentato di incassare lo stesso tagliando protestando una vincita per la non indifferente cifra di 1 milione e 250mila euro.

Il tentativo dell’uomo, che aveva modificato la combinazione di numeri originale facendola corrispondere con quella estratta, fu subito scoperto, come fu immediata la querela che l’ufficio premi delle Lotterie Nazionali presentò nei suoi confronti presso la Procura capitolina, costituendosi parte civile nel successivo procedimento tramite l’avvocato Anna Russo del foro di Roma.

Alla prima udienza del processo apertosi nei suoi confronti sulle imputazioni di falso e tentata truffa con l’aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità, il difensore dell’uomo, l’avvocato albese Roberto Ponzio, aveva chiesto per il suo assistito di poter ricorrere al nuovo istituto della “messa in prova”, che consente l’estinzione del reato se l’imputato supera positivamente un percorso di riabilitazione impegnandosi proficuamente in attività socialmente utili.

La proposta della difesa si era articolata in particolare sull’adozione di un programma di trattamento da svolgersi presso il canile “Il Rifugio di Fido” di Pollenzo e sulla prosecuzione dell’attività di volontariato che l’uomo già svolgeva presso "La valigia dei sogni", associazione che a Monticello d’Alba si occupa del sostegno a famiglie in difficoltà.

Accolta la proposta, ormai un anno fa il giudice aveva così sospeso il procedimento, mentre nell’udienza dello scorso 6 dicembre si è arrivati alla valutazione finale del percorso e al proscioglimento totale dell’imputato per quanto attinente l’accusa di falso in scrittura privata, perché dal 2016 non è più previsto come reato dall’ordinamento, e all’estinzione del reato per la fattispecie della truffa, proprio in ragione del lavoro socialmente utile messo in campo dall’uomo.

"Il mio assistito – commenta l’avvocato Ponzio –, incensurato, ha potuto accedere a questo nuovo istituto giuridico che, mutuato dal giudizio minorile, causa l’estinzione del reato per ipotesi di minore rilevanza sociale. Tale istituto rientra in un’ottica di giustizia riparativa che snellisce i carichi processuali e consente all’imputato che abbia dimostrato un ravvedimento di poter estinguere la sua posizione processuale".

Ezio Massucco

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