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Attualità | 11 dicembre 2018, 18:17

30 lavoratori a rischio alla Burgo, si riapre l'incentivo all'esodo

Nel corso del tavolo le parti sindacali hanno richiesto di poter valutare nella prossima riunione la riduzione del numeri degli esuberi. L’azienda ha dato la disponibilità di aprire un percorso in questo senso

30 lavoratori a rischio alla Burgo, si riapre l'incentivo all'esodo

Si ritorna a trattare sulla nuova vertenza Burgo. Lunedì 19 novembre è stata riaperta la procedura di mobilità per i lavoratori della Burgo. Gli esuberi sono stati annunciati non solo per lo stabilimento di Verzuolo (in cassa integrazione straordinaria fino al 22 gennaio), ma anche per lo stabilimento di Duino (dove i lavoratori sono al momento in solidarietà).

Proprio la diversità di condizioni in cui si trovano le due cartiere ha portato a una separazione della trattativa nonostante la procedura sia unica e riguardi sia lo stabilimento verzuolese che quello friulano.

Oggi, martedì 11 dicembre, si è tenuto il primo di questi incontri presso la cartiera di via Roma. Presenti oltre alle rappresentanze sindacali i due segretari Walter Biancotto (Slc Cgil), Lina Simonetti (Fistel Cisl), il capo del personale Paolo Simonato, il direttore dello stabilimento Raffaele Marinucci e Carlo Baudena dell’Unione Industriale.

Sul tavolo i 62 lavoratori verzuolesi coinvolti dalla nuova vertenza. Di questi circa la metà potrebbero evitare il licenziamento con l’utilizzo dell’incentivo all’esodo, il ricorso al  prepensionamento o agli strumenti di outplacement messi in campo (per la prima volta in Piemonte) dall’Anpal, l’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro. Sulla disponibilità o meno di lasciare l’azienda i lavoratori devono dare risposte entro giovedì 13 dicembre.

Sarebbero ancora circa 30 i lavoratori a rischio al termine della cassa integrazione. Nella giornata di oggi si è aperto uno spiraglio per quello che riguarda il buono uscita a cui questi lavoratori possono ricorrere fino al termine della trattativa sindacale (45 giorni, intorno all’inizio di gennaio). Nel corso del tavolo le parti sindacali hanno richiesto di poter valutare nella prossima riunione (che si terrà sempre a Verzuolo il 20 dicembre) la riduzione del numeri degli esuberi. L’azienda ha dato la disponibilità di aprire un percorso in questo senso.

Il prossimo step verzuolese arriverà il giorno prima, mercoledì 19 dicembre, quando si terrà un nuovo incontro tra le segreterie nazionali e l’azienda ad Altavilla Vicentina (sede legale dell’azienda). Qui la trattiva tornerà ad essere unica sia per Duino che per Verzuolo.

“L’amministrazione comunale segue con attenzione la vicenda, è già impegnata sui tre fronti. Occupazione, trasporti e ambiente.” – commenta il sindaco di Verzuolo Giancarlo Panero  -“Speriamo quanto prima di firmare il protocollo sulla riconversione tra azienda regione e Provincia.”

LA NUOVA "NONA"

Nei mesi scorsi è stata presentato il progetto per la riconversione della "linea nona" che dal 2001 - a seguito di un cospicuo investimento – era stato adibito alla realizzazione di carta patinata. Vista la crisi relativa alla produzione di questo tipo di carta l’azienda sta portando avanti un progetto di riconversione da patinato a “container board”, ovvero cartoncino e cartone riciclato e ondulato per imballaggi: materiale con maggiore mercato visto l’ampio utilizzo nei settori dell’e-commerce, ma anche nell’imballaggio agricolo.

Il progetto prevede la riconversione della linea 9 dello stabilimento, la demolizione di vecchi edifici e l’installazione di  locali per lo spappolamento della carta da riciclare, oltre a nuovi macchinari per la lavorazione dell’impasto, sistemi di asciugatura e punti di stoccaggio, con la necessità di processi autorizzativi. L’obiettivo è quello di mantenere la capacità produttiva sulle 780 mila tonnellate all’anno, di cui circa 600 mila tonnellate per il nuovo prodotto cartone. Il processo di riconversione potrebbe cominciare a novembre 2019, quando è probabile verrà attivata una nuova cassa integrazione per ristrutturazione aziendale per 24 mesi. 

Da febbraio a novembre - per dieci mesi circa - la Burgo di Verzuolo rimarrà scoperta da ammortizzatori sociali. Motivo per cui è necessario per le parti chiamate in causa raggiungere una soluzione entro i tempi stabiliti della trattativa.

UN ANNO FA LA PRIMA VERTENZA


Era il 28 settembre 2017 quando la decisione della storica cartiera di Verzuolo - che ha dato lavoro a questo territorio per oltre 100 anni - di voler dismettere la “linea ottava” (produttrice di carta patinata) a partire da gennaio 2018 si è abbattuta sul comune saluzzese: comunicazione a cui è seguita l’apertura –il successivo 2 ottobre – della procedura dei licenziamenti collettivi per 143 lavoratori operanti sulla linea discontinua e sull’intero indotto legato ad essa.

Da quel momento sono stati diversi gli scioperi, le iniziative sindacali, i confronti tra amministratori locali con un consiglio comunale aperto e la consulta dei sindaci saluzzesi più volte chiamata un causa sulla vertenza Burgo. Diversi i tavoli di trattativa aperto da quello sindacale a quello istituzionale con la Regione dove si è trovata la prima risoluzione a questa crisi con la revoca dei licenziamenti nel mese di dicembre e l’avvio della cassa integrazione per crisi di 12 mesi con partenza al 22 gennaio.

Daniele Caponnetto

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