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Attualità | 11 dicembre 2018, 16:31

De.Co. ai cuneesi al Rhum, Elio Bergese: "Ci aiuta a difendere l'artigianalità". Ma Arione si prepara ad agire per vie legali

Le titolari della storica pasticceria proseguono con la strenua difesa del marchio registrato, ma il titolare di Chocolat d'Art risponde: "Ci atteniamo al disciplinare deciso anche con Andrea Arione"

Foto generica

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Proseguirà probabilmente per vie legali la diatriba tra la pasticceria Arione di Cuneo e l’amministrazione comunale riguardo la denominazione De.Co. per i cuneesi al Rhum: Vanna Arione e le figlie - titolari della pasticceria - si sono infatti rivolte a uno studio legale di Torino per capire come muoversi da qui in avanti. 

La De.Co. non ha il valore di altri marchi di denominazione - ammette Arione - ma questo non risolve il problema: conferirla ad altre pasticcerie della città è ingiusto, il marchio registrato da decenni è il nostro. Al disciplinare alla base del conferimento è difficile attenersi e non mi è chiaro come l’adesione verrà assicurata e controllata. Ci dispiace non essere stati contattati fin da subito dal comune, con cui ci siamo incontrati negli ultimi giorni; la nostra proposta è quella di modificare il regolamento e trovare una soluzione alla questione”. 

Soluzione a un problema che Elio Bergese di Chocolat d’Art - una delle dieci aziende che riceverebbero la De.Co. (anzi che già la esibiscono, nel suo caso) - in realtà non esiste.

Il disciplinare di produzione da seguire per poter richiedere la De.Co. è stato realizzato basandosi su quello stilato da un’associazione di tutela che vedeva Andrea Arione (marito di Vanna ed ex titolare della storica pasticceria, deceduto nell’estate del 2016) nel ruolo di presidente: “L’associazione è nata nel 2005 per seguire i lavori relativi all’istituzione del marchio IGP, possibilità poi naufragata, ma ha portato nel 2006 alla stesura del disciplinare. Che quindi rende incontestabili i prodotti che vi si attengono”.

L’idea di trovare un modo per difendere quest’eccellenza cuneese è nell’aria da diverso tempo - prosegue Bergese - , per evitare che il nome di “cuneese al Rhum” non venga assegnato a prodotti che non corrispondono”. La De.Co. andrebbe quindi in questa direzione, strumento di contrasto alla produzione industriale dei cioccolatini al rhum: “Noi artigiani dobbiamo unirci, non farci la guerra, fermo restando il rispetto per il ruolo storico di Arione. Altrimenti quando nessuno avrà più voglia di realizzare pasticceria a mano il cuneese al Rhum scomparirà”.

simone giraudi

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