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Attualità | 11 dicembre 2018, 18:22

“Hai raggiunto la Vetta della Santa Montagna di Dio”: a Paesana l’ultimo saluto a don Luigi Destre, il “Papa del Monviso” (FOTO)

La chiesa parrocchiale di Santa Maria non riesce a contenere le centinaia di fedeli giunti in paese per le esequie di don Destre, per 50 anni guida spirituale delle comunità di Crissolo e dell’alta Valle Po. “Un persona dall'entusiasmo che ha contagiato tutti noi, insegnandoci a crescere e facendoci capire i valori veri e forti della vita, con il coraggio di tutti i giorni”

“Hai raggiunto la Vetta della Santa Montagna di Dio”: a Paesana l’ultimo saluto a don Luigi Destre, il “Papa del Monviso” (FOTO)

La chiesa parrocchiale di Paesana non riesce a contenere i fedeli che, oggi pomeriggio (martedì) hanno dato l’ultimo saluto al “Papa del Monviso”, don Chiaffredo Luigi Destre, parroco di Crissolo per cinquant’anni.

Don Destre si è spento domenica mattina, nella sua abitazione di Paesana.

Di fianco al feretro, davanti a centinaia di fedeli, Soccorso alpino, Guide alpine, i sindaci di Paesana, Crissolo, Oncino e Ostana insieme a tanti Amministratori ed ex Amministratori del territorio e della vicina Francia, dove don Luigi era scherzosamente conosciuto come “Le grand diable du Mont Viso”.

Ai lati della navata centrale della Parrocchiale, i gonfaloni dei Comuni listati a lutto, tanti gagliardetti dei gruppi alpini valligiani e del Saluzzese, le rappresentanze di Croce rossa, Corpo Anti incendi boschivi, delle bande musicali di Paesana e Saluzzo, dei coscritti della classe 1935 e dell’Associazione Piemontesi nel Mondo.

Il vicario generale della Diocesi di Saluzzo, don Oreste Franco, ha ripercorso le tappe del cammino terreno di don Luigi.

Don Destre entrò in seminario con don Antonio Ferrero, che fu suo padre spirituale. Ordinato sacerdote a Saluzzo, in Cattedrale, fu inviato per tre mesi a Sampeyre. Poi gli incarichi a Bagnolo Piemonte, che dovette lasciare per problemi di salute, e a Paesana, accanto al vicario don Arturo Zali.

Qui fu d’aiuto nella gestione dell’oratorio e nelle attività per i giovani. Impossibile non citare il GrEst, il Gruppo Estivo, sempre portato avanti con un carisma particolare.

Dopo 8 anni a Paesana, poi, l’approdo a Crissolo, succedendo a don Allio, ritiratosi per questioni di età e salute. Una nomina che don Luigi “accettò entusiasta”, pieno di spirito d’iniziativa, in mezzo a coloro che sarebbero diventati i suoi “Santi crissolini”.

Nel 1975 gli venne affidata la cura del Santuario diocesano di San Chiaffredo, sino ad allora gestito da don Vittorio Lovera. Intervenne subito con la ricostruzione del tetto del Santuario, crollato sotto il peso delle nevicate del 1972 e 1973 e che rendevano inagibile parte del luogo di culto.

In alta Valle fu anche parroco a Ostana e a Oncino.

Sacerdote sempre disponibile - il ricordo di Oreste Franco – e sicuro dei suoi fedeli. Cercò di mettere in auge le varie chiese e cappelle per far gloria a Dio. Un grande alpinista, che portò sul Monviso alcuni vescovi e, nel 2000, con l’ausilio di un elicottero, i medaglioni bronzei restaurati, in occasione del Giubileo”.

Capostazione del Soccorso alpino per 25 anni, un sacerdote “aperto, gioviale, capace di dare vera amicizia”. I suoi “marchi” distintivi? La liturgia dell'applauso che scandiva ogni celebrazione di don Luigi, insieme al timbro di voce forte che non aveva bisogno di microfoni e megafoni.

I libri pubblicati con l’amico di sempre Gianni Aimar: i due, insieme, crearono l’Associazione “Dal Monviso al Brasile” che ancora oggi continua a sostenere e a dare un futuro pieno di vita ai tanti ragazzi tolti dalla strada.

Ci siamo trovati impotenti di fronte alla veloce decadenza delle sue condizioni. – ha ancora detto il vicario generale – Nel 2009 celebrò il Giubileo del sacerdozio, poi rassegnò le dimissioni da parroco di Crissolo. Il vescovo di allora Giuseppe Guerrini lo lasciò ancora in alta Valle, dove giungeva sovente accompagnato dal diacono don Pierino Vacchetta, suo angelo custode

Il 3 marzo scorso, la festa per i 50 anni di vita parrocchiale a Crissolo, durante la quale arrivò l’annuncio delle dimissioni irrevocabili.

L’uomo giusto al posto giusto”, come lo definì il vescovo di allora, Monsignor Fustella, parlando di lui con don Zali.

Don Luigi – ha ancora detto don Oreste Franco – ha raggiunto la Vetta della Santa Montagna di Dio, al quale tutti siamo diretti. Grazie per ciò che sei stato e per ciò che hai fatto, preghiamo per te e tu prega per noi”.

La nascita al cielo di don Luigi porta in sé la certezza che ora avremo sempre impresso nelle nostre menti il suo sorriso, il suo volto, le sue parole che ci sussurrava e che ci invitavano a proseguire nostro cammino tra le difficoltà della vita nella luce della fede” ha esordito nella sua omelia Monsignor Cristiano Bodo, vescovo di Saluzzo, che ha concelebrato le esequie insieme al vescovo emerito, Monsignor Guerrini.

La storia della comunità di Crissolo resta segnata, così come la storia della Diocesi e dei suoi parrocchiani, dalla sua grande umanità.

Uomo e sacerdote sempre presente, attento e soprattutto vicino a ogni persona che lo ascoltava, a tutti coloro che lo cercavano per trovare in lui la forza spirituale di vivere la vita nella fede del proprio battesimo.

Don Luigi era capace di convivere con le sofferenze e le gioie di ciascuno, avendolo accanto per gran parte della vita, come punto di riferimento, faro nella notte della vita.

Don Luigi ha saputo essere una carezza di Dio per ciascuno di voi, suoi amati parrocchiani.

Il suo cammino verso la cima del Monviso, vicino a sostenere coloro che accompagnava, è segno del suo camminare con fortezza, perseveranza e attenzione verso Dio. Lo immagino alla ricerca dei sentieri giusti, che lo portavano all’incontro col Signore.

Grazie don Luigi, per il bene che hai saputo darci. Ti penso sulla cima di un altro monte, con San Chiaffredo che ti prende per mano per accompagnarti alla Gerusalemme del Cielo. Hai raggiunto la Vetta dove il Signore ti chiama beato.

Grazie per le tue parole, le ultime tue parole che ci siamo scambiati con difficoltà nel letto della sofferenza. Grazie per quello che hai saputo donare e donarci”.

Sarà lo stesso vescovo Bodo, poi, a voler ringraziare don Luigi “con un gesto a te caro, paraliturgico, un applauso”. Un applauso nel quale tutta la comunità si è stretta intorno al “suo” Pastore.

Al termine delle esequie, i tanti ricordi di don Luigi.

Il saluto dei parrocchiani di Oncino: “Vorremmo che potessi sentire il grazie da parte di tutta una comunità, per la presenza costante e per esser stato un amico su cui si poteva sempre contare”.

Del Soccorso alpino e delle Guide alpine: “Ricordiamo un caro amico di tutti, una guida spirituale dai valore veri e quotidiani, un compagno di molti interventi di soccorso in montagna e di tante salite al Monviso. – ha detto la guida Hervè Tranchero Don Luigi non si stancava mai di andare in alto e di guardare lontano.

Ha voluto un gran bene a tutti, ha amato la sua Valle, la sua parrocchia e la Montagna, ma soprattutto ha amato molto la sua gente. Il suo entusiasmo ha contagiato tutti noi, insegnandoci a crescere e facendoci capire i valori veri e forti della vita, con il coraggio di tutti i giorni”.

Aldo Perotti, ex sindaco di Crissolo, a nome di tutti i sindaci presenti ha ricordato don Luigi, “uomo che ha dato molto, ma che ha ottenuto molto, grazie alla figlioccia Elizangela, alla quale Crissolo dice grazie.

Il ‘Don’ in questo momento sarà sicuramente vicino al grande amico Gianni Aimar, col quale starà facendo senza dubbio una ricerca sulla nostra Valle Po.

Un padre spirituale che ci ha preso per mano e ci ha portati veramente lontano, che ci ha insegnato tanto. Un uomo di un carisma straordinario e di una vitalità dirompente, con una voce possente che gli permetteva di comunicare con estrema facilità.

Innamorato pazzo della gente, di tutti i fedeli, dei bambini, dei giovanotti col quale scherzava: siamo stati molto fortunati, come comunità, ad averlo tra noi.

Il vuoto ci sarà, ma siamo consolati, perché in vita gli abbiamo detto quanto gli volevamo bene. Ce lo porteremo dentro per sempre. Grazie don, grazie di tutto”.

Al rito hanno preso parte anche i sindaci ed i parroci di Baratier, comune francese col quale Crissolo, proprio con don Luigi, aveva avviato un gemellaggio.

Un’amicizia lunga oltre trent’anni - ha ricordato uno dei sacerdoti d’Oltralpe - che ha saputo superare frontiere e montagne. Un’amicizia fra sacerdoti, che poi è diventata un’amicizia tra Crissolo e Baratier. Don Luigi resterà vivo nel nostro cuore”.

Infine, l’ultimo viaggio di don Luigi, quello verso il camposanto di Santa Maria in Paesana dove è stato inumato in terra, sorretto dalle spalle degli uomini del Soccorso alpino della Quattordicesima delegazione “Monviso”.

Nicolò Bertola

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