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Cronaca | 11 dicembre 2018, 17:04

Slitta al nuovo anno il verdetto di primo grado sull'omicidio del braidese Salvatore Ghibaudo

Rinviata alla prossima udienza la chiusura del processo per il delitto avvenuto in un pioppeto di strada Falchetto a Bra nel giugno 2016. Alla sbarra Mario Novi e Mauro Regis: per loro l’accusa chiede una condanna a trent’anni di reclusione

Slitta al nuovo anno il verdetto di primo grado sull'omicidio del braidese Salvatore Ghibaudo

Arriverà solo nel nuovo anno il verdetto di primo grado col quale il tribunale di Asti dovrà dire se Mario Novi e Mauro Regis sono effettivamente i responsabili dell’assassinio di Salvatore Ghibaudo, il giardiniere freddato con un colpo di pistola al volto in un pioppeto in strada Falchetto, alla periferia di Bra nel giugno 2016.

L’atto finale del rito abbreviato istruito dal giudice Alberto Giannone si sarebbe dovuto celebrare ieri, lunedì 10 dicembre, ma le dichiarazioni rese da una testimone chiamata a deporre durante la precedenza udienza hanno convinto il giudice a disporre un rinvio per le repliche delle parti.

La sentenza è quindi attesa per i primi giorni di gennaio, quando il tribunale dovrà accogliere o respingere la richiesta di condanna a 30 anni di carcere avanzata dal pubblico ministero Gabriele Fiz per entrambi gli imputati.

Secondo le ricostruzioni dell’accusa l’omicidio sarebbe maturato negli ambienti del piccolo spaccio e consumo di stupefacenti cittadino. Regis avrebbe condotto la vittima sul luogo dell’appuntamento, dove, dopo un diverbio, Ghibaudo sarebbe stato freddato con un colpo di pistola ravvicinato esploso per mano di Novi.

Il corpo del 37enne venne ritrovato nel pioppeto alla periferia cittadina il 24 giugno 2016, due settimane dopo la scomparsa dell'uomo denunciata dalla famiglia. Tredici mesi più tardi, nel luglio 2017, la svolta nelle indagini, con le attenzioni degli inquirenti concentrate sul pregiudicato braidese Mario Novi, 26enne, disoccupato, intanto finito in carcere a Saluzzo per scontare una condanna a 3 anni e 8 mesi per vari reati, sospettato come l’autore materiale del delitto. Nel maggio scorso era invece arrivata l’ordinanza di carcerazione per Regis, sospettato di essere il complice di Novi.  
La presunta arma del delitto – una pistola Beretta 950 calibro 6,35 con matricola abrasa – fu ritrovata sulla riva del fiume Stura a Cervere dopo alcuni mesi, ma sulla stessa non sarebbero state trovate tracce riconducibili ai due indagati.

Ezio Massucco

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