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Cronaca | 11 dicembre 2018, 20:53

Picchia la madre che non vuole farlo entrare in casa: condannato a nove mesi

L’episodio risale all’ottobre 2017. La famiglia era seguita dagli assistenti sociali

Foto generica

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Non voleva che il figlio entrasse in casa perché le aveva dato “tanti fastidi” e altre volte l’aveva picchiata tanto da finire al pronto soccorso. E anche la notte del 18 ottobre 2017 il ragazzo in cortile aveva insultato la madre che stava per chiamare i carabinieri e poi l’aveva spinta facendola cadere per le scale. E quando si trovava già a terra l’aveva presa a calci. Ai militari che erano intervenuti aveva detto: “Questa volta mi ammazza”.

Il giovane, 22 anni,  detenuto per altra causa, è stato condannato oggi dal tribunale di Cuneo a 9 mesi di reclusione per lesioni personali. La vittima, quarantenne, durante la sua deposizione aveva commentato: “Da una parte gli voglio bene ma vorrei anche che mettesse la testa a posto. Io l'ho aiutato tanto ma non è mai cambiato”.

Un’assistente sociale che dal 2009 segue la famiglia, di origine rumena,  residente in un paese del Monregalese, aveva spiegato che la madre  con i tre figli erano sono stati presi in carico presso comunità educative e psichiatriche: “Una volta ero andata a visitare la mamma in ospedale quando l’imputato era ancora minorenne e mi aveva detto di essere stata picchiata da lui”.

Il pm Alessandro Borgotallo aveva chiesto la condanna a 15 mesi: “E’ già stato condannato per rapina e porto d’armi”. La difesa aveva chiesto il minimo della pena: “Si tratta di una persona che ha delle difficoltà, anche a stare in giudizio, tant’è che non ha voluto neppure difendersi”.

Monica Bruna

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