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Attualità | 12 dicembre 2018, 16:53

Spari e terrore a Strasburgo, la rabbia dell’eurodeputato albese Alberto Cirio: "Non parlatemi più di ius soli"

Durante l’attacco il politico albese era fuori città per riaccompagnare all’aeroporto un gruppo di 60 castagnitesi in visita al Parlamento Ue. Ora lo sconcerto e l’apprensione per le sorti del giornalista Antonio Megalizzi, incontrato poche ore prima della tragedia per parlare dei lavoratori Splendid di Torino

L'eurodeputato albese Alberto Cirio, qui a Torino col presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani

L'eurodeputato albese Alberto Cirio, qui a Torino col presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani

Raggiunto ancora ieri sera dal nostro giornale l’europarlamentare albese Alberto Cirio ci aveva rassicurato sulle proprie condizioni: fortunatamente non si trovava nelle strade di Strasburgo quando verso le 20 di ieri il 29enne francese di origini marocchine Chérif Chekatt ha aperto il fuoco in in rue Orfèvres, nella zona dei mercatini di Natale della città al confine franco-tedesco, sede del Parlamento europeo, facendo tre vittime e tredici feriti, tra i quali il giovane giornalista italiano Antonio Megalizzi, che colpito alla testa da un colpo sparato dall’attentatore ora lotta tra la vita e la morte.

Proprio al 28enne di Rovereto, incontrato nelle ore precedenti all’attentato, Cirio ha dedicato un messaggio tramite i suoi canali social: "Siamo sconvolti. Antonio Megalizzi, il giovane corrispondente di Europhonica ferito gravemente nell’attentato di Strasburgo, era con noi ieri mattina. Insieme ad altri corrispondenti era venuto ad ascoltare il caso dei lavoratori del caffè Splendid al Parlamento Ue. Aveva espresso l’interesse ad approfondire la loro storia e ci saremmo incontrati oggi per raccontare ai microfoni della sua radio le conseguenze delle delocalizzazioni. E invece adesso Antonio è in ospedale a lottare per la sua vita. Speriamo con tutto il cuore di sentire presto la sua voce e ci stringiamo con affetto alla sua famiglia".

Oltre all’iniziativa coi lavoratori torinesi, nella giornata di ieri l'esponente di Forza Italia aveva accompagnato in visita alla sede Ue un gruppo di 60 persone provenienti da Castagnito, guidate dal sindaco del centro roerino Felice Pietro Isnardi. Uscito per accompagnarli all’aeroporto dopo la visita, intorno alle 16, l’europarlamentare non ha fatto rientro in città ma si è diretto verso l’albergo dove, oltre il confine con la Germania, solitamente soggiorna durante le sedute dell’Europarlamento.

"Solo per questa fortunata coincidenza non ero anch’io in città – racconta oggi al nostro giornale –. In albergo sono poi stato informato di quanto stava succedendo da una telefonata di Alessandra Mussolini, che si trovava tra i clienti barricati sotto i tavoli della pizzeria Pescara e che, sapendo che poche ore prima ero con lui, cercava notizie di Antonio Tajani, col quale non riusciva a mettersi in contatto. Il parlamento intanto era stato chiuso agli accessi esterni e i colleghi rimasti dentro sono potuti uscire soltanto a notte fonda, scortati dalle forze dell’ordine".

Quello occorso nelle scorse ore è il secondo attentato jihadista – dopo quello all’aeroporto di Bruxelles del 22 marzo 2016 – che il politico albese ha dovuto vivere in questi cinque anni da europarlamentare. Un’altra ragione, insieme all’apprensione per il povero connazionale ferito, che giustifica la rabbia che trapela nel prosieguo del suo racconto: "La cosa che più mi ha scioccato è che poche ore prima Antonio Megalizzi era alla nostra conferenza stampa, mentre oggi alle 14 ci saremmo dovuti incontrare per un’intervista radiofonica. Invece ora lotta tra la vita e la morte per colpa del folle gesto di un bastardo, perché solo così si può definire un uomo che prende in braccio un’arma e spara sulla folla in un mercatino di Natale. Un bastardo che peraltro è nato e cresciuto a Strasburgo, in un paese che lo ha accolto come un figlio, gli ha dato la nazionalità dalla nascita… . Questo deve farci riflettere sulle favolette che qualche buonista vuole raccontarci quando ci parla di integrazione, altro che ius soli…".  

In questi minuti, terminati i lavori in aula, l’europarlamentare si sta recando in visita ad Andrea Passone, albese che a Strasburgo vive da tempo gestendo due ristoranti, una gelateria e tre casette nello stesso mercatino colpito dagli attacchi. Questo mentre nella città francese assediata dalle forze dell’ordine proseguono le ricerche del terrorista in fuga e mentre la Francia fa i conti con un nuovo episodio nella serie di attacchi terroristici che, in meno di quattro anni, dall’irruzione nella redazione del giornale satirico "Charlie Hebdo" (7 gennaio 2015) agli attentati di Parigi (13 novembre 2015) e alla strage di Nizza (14 luglio 2016), ha fatto oltre 230 vittime.

Ezio Massucco

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