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Attualità | 12 dicembre 2018, 08:15

Fossano: non convince la commissione urbanistica il progetto dell’ex Molino Cordero

Le aree di atterraggio della cubatura dividono la commissione. “Area ricca di fatiche umane. Non dobbiamo avere fretta”

L'edificio che ospitava il Molino Cordero

L'edificio che ospitava il Molino Cordero

L’applicazione della legge 106 sul recupero delle aree urbane degradate sull’area dell’Ex Molino Cordero non convince ancora completamente la commissione urbanistica del Comune di Fossano.

Nella seduta di ieri, lunedì 10 dicembre, è stato analizzato il secondo progetto presentato dall’impresa Giuggia Costruzioni che ha acquistato l’area dell’ex Molino e che ora potrebbe costruire sfruttando quanto previsto dalla legge 106 distribuendo la cubatura eccedente dal progetto di riqualificazione su altre aree cittadine in deroga al piano regolatore.

Recependo parte delle indicazioni della commissione sul progetto iniziale, Giuggia Costruzioni ha previsto ora la realizzazione di una palazzina residenziale sul terreno dell’ex Molino con 14 appartamenti da affiancare al supermercato, ha implementato l’area da adibire a monumento alle vittime dell’esplosione del 2006 e ha previsto un’area verde.

Resta però controversa la porzione di cubatura che sposterebbe sulla zona del villaggio sportivo, andando a costruire unità abitative nella zona dell’Hotel Romanisio.

La legge 106 prevede di costruire in deroga al piano regolatore, posto un interesse pubblico del progetto: “La scelta che siamo chiamati a effettuare questa sera – afferma il consigliere PD Paolo Lingua a nome proprio e dei colleghi Igor Calcagno ed Ezio Dardanelli - è se nelle proposte A e B che l’impresa Giuggia Costruzioni Srl ha presentato vi sia una soluzione condivisibile nella quale oltre a un giusto interesse privato vi sia in parte eguale un interesse pubblico, che giustifichi tutte le deroghe alla normativa che l’applicazione della legge 106/2011 permette.

Non vi è altro da discutere ma solo questo. Vi è in questi progetti nel loro complesso un interesse pubblico? La valutazione va fatta infatti sul complesso dell’operazione”.

Di altro avviso il consigliere di Forza Italia Gianfranco Dogliani: “Sono d’accordo che si debba procedere con attenzione e facendo le giuste valutazioni, ma non bisogna tergiversare troppo a lungo col rischio di perdere questa prospettiva”.

La consigliera dei Cinque Stelle Ilaria Riccardi solleva invece dubbi di natura tecnica: “La legge 106 prevede che si possa costruire risalendo alla cubatura iniziale, non a quanto sarebbe concesso da piano regolatore. Secondo me questo procedimento è viziato in partenza. È dunque impossibile pronunciarsi in merito alla proposta”.

Per i consiglieri del PD le problematiche sussistono su entrambe le proposte di Giuggia e su diversi versanti: sbagliato costruire in un’area sportiva in espansione come quella del villaggio e da rivedere gli accessi all’area residenziale ex molino per le interferenze con la pista ciclabile. Non una chiusura definitiva, quella dei consiglieri PD, ma una richiesta di ritoccare la proposta risolvendo alcuni elementi.

Per gli interventi proposti Giuggia Costruzioni investirebbe anche 350 mila Euro di oneri di urbanizzazione, realizzando una rotonda su via Villafalletto, un’area verde, e attrezzando l’area del monumento alle vittime dell’esplosione del molino Cordero.

Una via di mezzo che, se tecnicamente percorribile, potrebbe mettere tutti d’accordo è il congelamento della volumetria eccedente gli interventi sull’area del Molino per quattro anni.

Sull’eventuale percorribilità di questa strada sarà però richiesto un parere ad hoc: “Non trovo scandaloso congelare la volumetria se prevista per legge. Noi siamo chiamati a dare un parere politico all’interesse pubblico, ma occorre valutare la fattibilità tecnica- ha detto il sindaco di Fossano Davide Sordella -. Il congelamento per quattro anni consentirebbe di favorire l’interesse pubblico. Naturalmente il progetto presentato successivamente dovrà nuovamente essere approvato dal consiglio comunale che ne valuterà l’interesse pubblico”.

Agata Pagani

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