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Attualità | 14 dicembre 2018, 12:35

Polveri sottili ad Alba e Bra, M5S all’attacco dei sindaci: "Centraline Arpa ci vogliono, ma per la salute dei cittadini”

I consiglieri comunali Martinetti (Alba) e Allasia (Bra) replicano alla lettera congiunta dei primi cittadini. Intanto sulle due città il semaforo antismog è verde, ma da domani i valori di Pm10 sono previsti in rialzo

Traffico nel centrale corso Italia ad Alba

Traffico nel centrale corso Italia ad Alba

Superata, almeno per ora, l’emergenza del semaforo antismog acceso nella scorsa settimana nei due principali centri di Langhe e Roero, del tema tornano a parlare gli esponenti del Movimento Cinque Stelle nei rispettivi Consigli comunali. Con una nota congiunta l’albese Ivano Martinetti e il braidese Claudio Allasia replicano alle proteste che giusto una settimana fa i sindaci Maurizio Marello e Bruna Sibille avevano manifestato contro il sistema di rilevazione su cui si basa l’applicazione del protocollo regionale, con le chiusure al traffico disposte ad Alba e Bra sulla base di dati che l’Arpa registra in realtà dalla stazione di rilevamento posizionata ad Asti.

"Siamo contenti che i sindaci di Alba e Bra chiedano che il monitoraggio della qualità dell’aria per attivare le misure del protocollo antismog debba nascere da una centralina del nostro territorio – spiegano Martinetti e Allasia –. Peccato che arrivino un po’ in ritardo e portando soprattutto delle motivazioni poco attente alla salute dei cittadini. A Bra abbiamo chiesto nel 2015, quando la centralina è stata definita dalla Regione di solo livello locale con limitazioni al suo possibile ampliamento, che vi fosse la misura anche del PM2,5 e che la centralina mantenesse un livello di riferimento per eventuali provvedimenti antismog; ad Alba abbiamo chiesto interventi più incisivi e una maggiore presa di coscienza della pericolosità della situazione dell’aria".

"La ragione fondamentale per cui ci debba essere una centralina specifica per il nostro territorio – prosegue la nota – è, all’opposto di quello che sostengono i nostri due sindaci, che questo territorio può avere condizioni anche peggiori di quelle della stazione di riferimento di Asti e che, nonostante i notevoli miglioramenti degli ultimi anni grazie alla diminuzione di emissioni locali di natura industriale, sia ancora troppo presto e poco previdente non mantenere alta l’attenzione. Proprio all’inizio di quest’anno ad esempio le nostre centraline hanno registrato una sequenza di sforamenti e di livelli superiori al riferimento astigiano e quando accadono situazioni invertite, comunque i livelli del nostro territorio sono molto prossimi ai limiti di sforamento".

"Come ben evidenzia la mappa dei Comuni interessati dal protocollo operativo antismog della Regione – concludono i due esponenti pentastellati –, il nostro territorio è ancora critico e quasi l’unico a non avere una centralina di riferimento al suo interno, sicuramente il solo ad avere una centralina di riferimento così distante, e occorre porvi rimedio quanto prima".

ORA IL SEMAFORO E’ VERDE
MA DOMANI E’ PREVISTO
UN NUOVO SFORAMENTO
Intanto, aggiornato ancora nella giornata di ieri, giovedì, il semaforo antismog regionale in questo momento è verde. Gli ultimi superamenti nei livelli massimi di polveri sottili sono quelli registrati venerdì scorso, 7 dicembre, quando la stessa centralina astigiana faceva registrare un livello di polveri sottili nell’aria di 59 microgrammi per metro cubo, contro i 50 di limite massimo, mentre le centraline di Torino e cintura segnavano quota 77 e solo il giorno prima ad Alessandria si era arrivati a 81.
Dal giorno seguente, sabato 8, la serie dei valori registrati giorno per giorno ad Asti (e valida quindi anche per Alba e Bra) è stata la seguente: 36, 18, 18, 30 e 50, per finire col 37 di ieri, giovedì 13 dicembre, ma le previsioni dell’Arpa parlano di un possibile nuovo sforamento del livello massimo di Pm10 già domani, sabato.

Ricordiamo che il primo livello del semaforo antismog (arancione) scatta dopo quattro giorni consecutivi di sforamenti, il livello rosso dopo dieci giorni consecutivi sopra i limiti riconosciuti dall'Oms come nocivi per la salute.

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 stimeregionalipreviste terzogiorno (1.5 MB)

Ezio Massucco

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