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Attualità | venerdì 14 dicembre 2018, 19:33

Trapianti e donatori per trasformare il dolore in speranza, il Piemonte può essere orgoglioso dei suoi cittadini

Il 2018 registra una grande crescita sia degli interventi che delle persone e delle famiglie che danno la propria disponibilità. Città della Salute ai vertici italiani. E per la prima volta calano le liste di pazienti in attesa

Trapianti e donatori per trasformare il dolore in speranza, il Piemonte può essere orgoglioso dei suoi cittadini

In Piemonte crescono i trapianti, ma al tempo stesso aumentano i donatori d'organi, mentre scendono le opposizioni.

Una tendenza che si va rafforzando e che testimonia la sensibilità delle persone, ma anche la fiducia nei confronti del sistema sanitario. I numeri parlano di 9011 trapianti da quando in Piemonte è operativa questa attività sanitaria. A fine novembre, in regione si contavano 427 trapianti, superando già il dato complessivo del 2017, che si era fermato a 406. Soprattutto rene (240), ma anche fegato (137), cuore (17), polmone (29) e pancreas (4).

A questo tipo di risultato concorre una presenza di 36,5 donatori per milione di popolazione, in crescita rispetto al 31,1 del 2017. Chi si è opposto (in vita o tramite i familiari) è sceso dal 34,3% al 26,5%. Dinamica coerente con questa è la stabilità di pazienti in attesa di trapianto, per la prima volta nel corso degli ultimi anni. I 1052 casi del 2018 sono scesi rispetto ai 1095 del 2017.

In questo contesto, con 337 trapianti, l'azienda ospedaliera Città della Salute è stata la prima in Italia per numero di interventi complessivi, valendo per il 9% dell'attività nazionale. È un bilancio positivo, quello che la nostra regione può fare al termine del 2018.

Anna Guermani (Coordinamento regionale donazioni e prelievi di organi) è la nuova responsabile per quanto riguarda questo vasto mondo che al dolore e alla sofferenza lega però uno spiraglio di speranza per qualcun altro. A cederle il testimone, dopo 15 anni di servizio, Pier Paolo Donadio. "Ma è importante - dice Guermani - diffondere informazione e conoscenza in modo che sia sempre più percepita la possibilità di poter donare gli organi".

In particolare, sono i Comuni a poter recitare un ruolo strategico in questo ambito, per esempio permettendo la dichiarazione di volontà al momento del rinnovo della carta d'identità. Al momento sono oltre 770 i Comuni che hanno aderito a "Una scelta in Comune", facendo del Piemonte una delle due regioni più attive - per distacco - in Italia insieme alla Lombardia. Intanto altri 336 sono in attesa di abilitazione e 98 quelli in fase di formazione.

"Un traguardo che ci rende orgogliosi
- hanno detto il governatore Sergio Chiamparino e l'assessore alla Sanità, Antonio Saitta -. A conferma che siamo tra le migliori realtà a livello nazionale e internazionale. Il ringraziamento va a medici e personale per la professionalità, ma anche ai donatori per la sensibilità e generosità".

Massimiliano Sciullo

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