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Attualità | venerdì 14 dicembre 2018, 18:44

"Un secolo tra fede e costume": i presepi di Bra dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri

Sala gremita ieri sera al Centro Arpino per la presentazione del libro frutto del'ultimo lavoro di ricerca dello storico Fabio Bailo

Lo storico e assessore Fabio Bailo coi presepisti intervenuti alla presentazione

Lo storico e assessore Fabio Bailo coi presepisti intervenuti alla presentazione

Giovedì 13 dicembre a Bra Fabio Bailo ha presentato il suo nuovo libro, “Il presepe a Bra. Un secolo tra fede e costume” presso la gremita sala conferenze del centro polifunzionale “Giovanni Arpino”.

Al centro del volume dello storico (e assessore) braidese, come intuibile, il mondo dei presepi (e dei presepisti) a Bra da fine Ottocento ai giorni nostri.
Con l’autore sono intervenuti Marzio Avalle, che ha illustrato le caratteristiche dei suoi singolari presepi in carta, Francesco Bontadi, che ha ricordato la passione presepiale del padre, il professore Redento Bontadi, Silvio Fissore, cui si deve il fascinoso presepe di via Pollenzo, Romano Fedrigo, che cura un pregevole allestimento nel giardino di casa in via Accademia degli Innominati, Zaira Baratti che unitamente a Grazia Panero realizza il presepe in una officina dismessa in via Cacciorna.

Con loro hanno preso la parola Francesco Molinaro e Claudio Vola che sono intervenuti a nome dei due gruppi di appassionati che allestiscono i presepi di Villa Moffa e della Croce.

È stato poi il turno di Carlo Casavecchia, che ha illustrato il curioso e curatissimo presepe del viaggiatore che allestisce con Maddalena Ravinale, Elisa Fiorini che ha narrato alcuni episodi del presepe vivente di Bandito e Giacomo Berrino che ha condiviso con i presenti la passione nel documentare con la videocamera i presepi cittadini.

A Maria Grazia Mauro del Piccolo Teatro di Bra il compito di dar vita, con la sua voce, ad alcuni passi del libro.

Suddiviso in quattro capitoli, il volume racconta questo particolare aspetto del costume religioso cittadino attraverso stralci da pubblicazioni locali di ieri e dell’altro ieri, testimonianze di protagonisti e testimoni di allestimenti cittadini, il tutto sorretto da un ricco corredo fotografico.


Il primo capitolo è dedicato ai presepi preparati in casa, con una particolare attenzione al più noto dei presepisti cittadini, Redento Bontadi, e agli allestimenti che, realizzati in ambienti privati, sono però aperti al pubblico (in ultimo, i presepi di Silvio Fissore, Romano Fedrigo, Maria Grazia Panero e Zaira Baratti).
Il secondo capitolo ricostruisce il mondo degli allestimenti in ambito religioso (dalla storico presepe meccanico di Villa Moffa a quello della Croce passando per le Clarisse, i Battuti Neri, i Fratini e altri ancora).

La terza sezione, invece, lumeggia quel fenomeno originale e radicato che è il presepe vivente (da quelli memorabili di Villa Moffa a quelli contemporanei di Bra e Bandito). Infine, il quarto e ultimo capitolo tratteggia l’affermarsi dell’albero di Natale, tardivamente ma ormai stabilmente acquisito all’immaginario natalizio cittadino.

Redazione

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