/ Cronaca

Che tempo fa

Cerca nel web

Cronaca | 14 dicembre 2018, 15:24

Picchiò la compagna dopo una lite per gelosia: il tribunale di Cuneo lo condanna a dieci mesi di reclusione

I fatti risalgono al giugno 2016. L’uomo è stato assolto dall’accusa di maltrattamenti. I due stanno ancora insieme

Picchiò la compagna dopo una lite per gelosia: il tribunale di Cuneo lo condanna a dieci mesi di reclusione

Dopo essere stata picchiata dal convivente per motivi di gelosia (“gli avevo detto di essere a casa con i miei genitori invece ero uscita con amici”) era stata ricoverata in ospedale con una malattia di 15 giorni, prolungati ad un mese, quindi la denuncia e l’allontanamento da casa per tre mesi. Al termine dei quali si era riappacificata con il compagno ed aveva ritirato la querela.

Oggi l’uomo, di origini straniere, è stato processato per le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Il giudice lo ha assolto dal primo capo d’imputazione perché il fatto non sussiste ma lo ha condannato a 10 mesi di reclusione (pena sospesa) per le lesioni.

In udienza la donna, italiana, che abita con il compagno ed il figlio nel Fossanese, ha riferito che quello che accadde nel giugno 2016 fu l’unico episodio in cui l’imputato aveva alzato le mani su di lei, riferendo peraltro che in un’altra circostanza era stata minacciata con un coltello: Ma oggi siamo una famiglia felice”.

L’imputato si è difeso sostenendo che dopo la denuncia, resosi conto di aver commesso qualcosa di grave, si era pentito “amaramente” e aveva chiesto scusa alla compagna.

Il pm Alessandro Borgotallo aveva chiesto 2 anni di carcere: “Nel 2016 fu picchiata ferocemente, come descritto sul certificato medico. In tribunale la parte offesa ha cercato di sminuire quello che realmente sarebbe accaduto, dal momento che in sede di querela aveva detto di essere stata vittima anche di altri episodi di violenza. Per le minacce, l’imputato non si era limitato a impugnare il coltello, ma le aveva premuto la lama sul corpo provocandole ematomi”.

Il difensore Davide Ambrassa: “Davanti ai carabinieri la signora aveva calcato la mano perché in quel momento era molto arrabbiata. Certo, nel corso della loro convivenza ci sono state liti ma solo due episodi di una certa gravità e comunque aveva deciso di tornare con il compagno ed ora è felice”. Quanto alla durata della malattia: “In Pronto soccorso le diedero 15 giorni, non fu malmenata ferocemente”.

Monica Bruna

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium