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Politica | venerdì 14 dicembre 2018, 12:13

Il Cuneese avrà ancora un proprio rappresentante al Parlamento Europeo?

L’unico eurodeputato uscente locale, Alberto Cirio (Forza Italia), resta sulla graticola, incerto se ritentare la corsa per Strasburgo o lanciarsi in quella per la Regione. Una situazione che condiziona le scelte amministrative del centrodestra ad Alba, sua roccaforte elettorale

Alberto Cirio

Alberto Cirio

Nonostante manchino ormai meno di cinque mesi alle elezioni europee, il puzzle delle candidature resta quasi tutto da comporre. Ci saranno cuneesi in corsa per un seggio al Parlamento Europeo?

La curiosità maggiore è in questo momento legata soprattutto alla figura dell’unico eurodeputato uscente locale, l’albese Alberto Cirio, esponente di Forza Italia. Il suo nome circola da mesi quale possibile candidato alla presidenza della Regione, quale espressione del centrodestra da contrapporre al governatore uscente del centrosinistra, Sergio Chiamparino. Ma i rapporti fra i tre partiti del centrodestra, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, come si evince dal dibattito in corso sulla legge finanziaria, restano tesi e complicati.

In più Cirio ha pendente sul capo l’inchiesta della magistratura sul caso Rimborsopoli 2, aspetto che preoccupa Forza Italia, gli eventuali partner di coalizione e lo stesso interessato che, se mai dovesse essere rinviato a giudizio, si troverebbe nelle condizioni di dover desistere.

Che farà Cirio? Confidando in una rapida archiviazione della sua posizione, ha però messo le mani avanti facendo sapere che se mai dovesse essere rinvitato a giudizio rinuncerebbe alla corsa per Palazzo Lascaris. In questo caso l’opzione sarebbe una ricandidatura alle europee, ma in una situazione più difficile rispetto al 2014, quando pure già la sua elezione non era stata facile data la vastità del collegio e la forte concorrenza interna.Lo stato di salute del suo partito, inoltre, non è più quello di cinque anni fa essendosi la coperta ristretta ulteriormente a vantaggio della Lega.

La situazione di incertezza condiziona anche le scelte amministrative della capitale delle Langhe, cuore del suo bacino elettorale. Finchè il “nodo Cirio” non sarà stato sciolto il centrodestra, in Piemonte come ad Alba, navigherà a vista.

GpT

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