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Solidarietà | domenica 16 dicembre 2018, 13:33

Racconigi, positiva esperienza di “inclusione” per due ragazzi africani

Grazie ad una rete che ha visto protagonisti la “Annibale Viterie”, la parrocchia, il Comune, la cooperativa “Liberi Tutti” e i volontari, due giovani profughi, uno della Costa d’Avorio e l’altro del Sudan, hanno trovato lavoro presso l’azienda di Domenico Annibale

Racconigi, positiva esperienza di “inclusione” per due ragazzi africani

Quando si riesce a fare rete l’accoglienza e l’inclusione diventano percorsi fattibili e virtuosi. E’ significativo il caso di Racconigi dove, grazie alla disponibilità della ditta “Annibale Viterie”, due giovani profughi, della Costa d’Avorio e del Sudan, Bamba e Hamed, dopo un percorso iniziato nel 2016, hanno trovato occupazione.

La cooperativa “Liberi Tutti” li ha seguiti passo a passo. La parrocchia ha messo loro a disposizione un alloggio che i volontari hanno concorso a tinteggiare e sistemare e il Comune, dove avevano svolto per mesi lavori socialmente utili, ha offerto loro una mano collaborando fattivamente con la cooperativa. Ma la parte più importante, nel passaggio finale, l’ha fatta sicuramente la ditta Annibale, dove il titolare, Domenico Annibale, ha offerto loro un posto di lavoro nella sezione “Stampaggio”: qui i due ragazzi stanno ora perfezionando la loro formazione professionale.

Ho voluto scommettere su di loro – spiega Domenico Annibale – e i fatti mi stanno dando ragione. Ho anche chiesto loro – ha aggiunto – che frequentassero le scuole per migliorare la lingua e per apprendere quelle nozioni che saranno loro indispensabili nel prosieguo per diventare operatori specializzati”.

Il parroco, don Maurilio, ha aggiunto: “Abbiamo accompagnato questi due giovani per farli arrivare ad una progressiva autonomia. Come comunità parrocchiale abbiamo offerto loro un alloggio di cui pagano un affitto seppur a prezzo calmierato”.

Soddisfatto dei risultati raggiunti anche il sindaco Valerio Oderda: “Racconigi è una città solidale e inclusiva ma non tanto e non solo a parole. L’accoglienza, per essere duratura, deve basarsi sulla concretezza e sulla responsabilità. Questo – ha osservato ancora Oderda – è un esempio virtuoso che fa onore alla nostra città”.

Matteo Monge, della cooperativa “Liberi Tutti”, ha posto l’accento sull’importanza della “rete” attivata tra i vari attori del progetto. “La gratuità fine a se stessa – ha affermato – non aiuta l’inclusione e non fa crescere. A Racconigi abbiamo trovato nella parrocchia, nell’amministrazione comunale e nell’imprenditore Domenico Annibale soggetti che hanno saputo dialogare proficuamente tra loro. Il prezioso apporto dei volontari ha poi fatto il resto. Il nostro compito – ha ancora aggiunto – è quello di “accompagnare”, non di “sostituirci”, perché questi ragazzi conseguano una vera autonomia e diventino cittadini attivi e responsabile”.

GpT

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