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Ad occhi aperti | 22 dicembre 2018, 17:14

Violenza e dolore come normale quotidianità - Psycho Patia Sexualis

Il dramma della famiglia Cadorin e i fatti di cronaca rappresentati in “Psycho Patia Sexualis” sono la realtà... purtroppo. E noi dobbiamo accettarlo

Violenza e dolore come normale quotidianità - Psycho Patia Sexualis

“Psycho Patia Sexualis” è un fumetto del 2010 scritto e disegnato dall’autore spagnolo - celebre per affrontare sempre temi scomodi ed eccessivi in maniera più chiara e spudorata - Miguel Àngel Martìn.

Il volume, considerato una delle produzioni fumettistiche più crude e oltraggiose della storia del media, è diviso in diversi episodi ciascuno riferito a livello di spunto soggettistico a un dato fatto di cronaca incentrato su una data patologia sessuale. Che viene mostrata in tutta la propria forza disgustosa e devastante. 

Ok apparentemente l’opera al centro di questo nuovo appuntamento e il fatto di cronaca preso come spunto hanno poco o nulla a che fare l’uno con l’altro (e questa non è del tutto una novità)... ma anche in questo caso vi chiedo di seguirmi, cari dieci lettori. 

Ha raggiunto la ribalta nazionale, purtroppo, la notizia dell’omicio avvenuto a Saluzzo nel corso della scorsa settimana, in via Macallè. Coinvolti Luigi Cadorin e il figlio Luca, affetto da disabilità: il primo ha colpito con violenza - in quello che, allo stato attuale delle indagini, viene indicato come un inspiegabile raptus - alla testa il secondo, uccidendolo.

Una pagina orribile della storia recente della nostra provincia, fatta di centri urbani medio-piccoli nei quali il fallout di un’eventualità del genere risulta ancora più devastante del normale. 

Devastante tanto quanto può essere la lettura di “Psycho Patia Sexualis”, ve lo posso assicurare.

Martìn possiede un tratto morbido e ampio, che non ha nulla di realistico e che in un contesto spudoratamente crudo come quello individuato nell’opera diventa dieci, cento volte più inquietante e disgustoso; i temi veri e propri trattati nei capitoli - che spaziano dalle violenze più “classiche” a perversioni davvero terrificanti - amplificano ovviamente il senso di disagio che caratterizza l’opera e che l’ha portata a essere una delle più osteggiate della storia del fumetto. Specialmente da noi in Italia. 

Un senso di disagio che indubbiamente, e forse è proprio per questo viene sempre rifiutato a prescindere, accompagna anche ogni notizia come quella proveniente da via Macallè di Saluzzo. E che forse sarebbe ora di abbandonare. 

Non per un’insana passione per la violenza estrema o per le turbe psico-sessuali degli esseri umani, ma per arrivare finalmente all’accettazione di come queste siano parte (per fortuna non preponderante, forse) della nostra esistenza. 

Il dramma della famiglia Cadorin e i fatti di cronaca rappresentati in “Psycho Patia Sexualis” sono la realtà: esistono persone - persone con cui condividiamo parte della nostra quotidianità, che ci sono più o meno vicine - che hanno pensato di farle, queste cose. Che le hanno fatte. Che le fanno. Che le faranno. A prescindere dalle cause specifiche (che ovviamente a cose fatte sono “l’a prescindere” più importante del mondo, e ci mancherebbe altro).

simone giraudi

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