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In&Out | 23 dicembre 2018, 16:45

A 16 anni a Hong Kong con una borsa di studio: l'esperienza di Oriele

La giovane affronterà un anno di studio in Cina

A 16 anni a Hong Kong con una borsa di studio: l'esperienza di Oriele

Ragazzi del territorio di Cuneo di cui andar fieri, simbolo di una nuova generazione di ragazze e ragazzi che vogliono costruire con le proprie forze quello che sarà il loro futuro. In Italia? All’estero? Poco importa: questi studenti fanno parte di una società liquida, i cui confini non sono altro che le autostrade che li traghettano da un Paese all’altro anche nell’arco di pochi giorni, perché questi giovani sanno essere cittadini italiani, ma anche cittadini del mondo, con passaporto sempre pronto alla mano e tanta voglia di affermare se stessi e i propri talenti.

Fanno parte di questa nuova generazione i 15 studenti partiti quest’anno dal Centro locale di Intercultura di Cuneo per trascorrere un periodo di studio e di vita all’estero con Intercultura. Un’esperienza che può durare dalle poche settimane estive all’intero anno scolastico ma che, in ogni caso, grazie anche al ruolo formativo dei volontari di intercultura che accompagnano passo passo in ogni fase del percorso questi studenti, aiuta a sviluppare le competenze necessarie per poter avere una marcia in più nella vita lavorativa come in quella personale.

Lo sa bene Oriele, 16enne dell’Istituto Scolastico Peano – Pellico di Cuneo che si trova attualmente ad Hong Kong per un anno grazie ad una Borsa di studio di Intercultura.

Non avrei mai immaginato che fare il tifo per la propria squadra potesse regalarmi nuove amicizie se non fossi mai partita per Hong Kong” spiega Oriele. “Mi riferisco allo Sport Day che consiste in una o più giornate che la scuola dedica allo sport , un po’ come la settimana/ giornata del benessere nelle scuole italiane. Durante queste giornate, organizzate per lo più durante il primo trimestre dell’anno scolastico , tutte le diverse “Houses” competono per il titolo di Best Performing House & Best cheering House. Ogni scuola ad Hong Kong attribuisce ad ogni anno il colore di una casa. Mi spiego meglio: visto che la Secondary School dura 6 anni ad ogni anno è attribuita una House. Ad esempio, essendo io in Form (anno) 4 , sono nella Green House. Le altre House sono “Yellow (F.1&6)” , “Orange (F.5)”, “Blue ( F.3 )” e “Red (F.2)”. La House che ottiene più vittorie nello Sports Day e che ha la miglior condotta scolastica si aggiudica il titolo di Best Performing House. Per quanto riguarda il Best Cheering House , questo è un titolo che viene attribuito alla House che durante lo Sports Day riesce a fare il tifo con maggior vigore ed energia . Infatti durate lo Sports Day non solo è coinvolto chi partecipa come atleta , ma anche chi è sugli spalti e fa il tifo. Ogni House inoltre ha degli “slogan”, che possono essere canzoni o semplici parole , che vengono urlati dalle 8 di mattina alle 4 del pomeriggio per incitare gli atleti della propria House. Il nostro è "Yau Sheh" (in cantonese). Ho apprezzato lo Sports Day perché le Houses, nonostante siano in competizione fra di loro (dovete sapere che ad Hong Kong tutto è una continua competizione) riescono comunque a sostenersi a vicenda! Lo Sports Day è stato per me un’occasione per conoscere un sacco di nuove persone, infatti è quasi una tradizione che, ogni anno, si facciano delle foto con più persone possibile. Non è importante che siano amici o sconosciuti, l’importante è che siano sempre pronti a sorridere alla fotocamera!

Oriele dimostra, nel suo racconto, di essere nel pieno processo dello sviluppo della competenza interculturale, la capacità di comunicare e comportarsi in modo efficace e appropriato quando si interagisce con una persona o un gruppo di persone che si percepisce aventi background culturali diversi. Questa capacità si basa su alcune attitudini (curiosità, rispetto, apertura mentale), conoscenze (autoconsapevolezza culturale, conoscenze storiche, religiose, politiche, linguistiche) e abilità (come il pensiero critico).

Questi tre componenti mobilitati e orchestrati assieme determinano lo sviluppo di effetti interiori come lo sviluppo di flessibilità, capacità di adattamento, visione etnorelativa ed empatia, ed effetti esteriori ovverosia il comunicare e comportarsi in modo appropriato durante un’interazione interculturale.

Ricordo la prima volta che ho visto Oriele durante l’incontro di selezioni: era timida, ma si scorgeva il germe dell’interculturalità che sta maturando ora che è all’estero e che lo sta tramutando in una donna e in una cittadina consapevole” spiega Pietro Tesio volontario e responsabile dei programmi di studio all’estero di Cuneo. Con un occhio sempre vigile sui social per vedere il prosieguo dell’esperienza all’estero dei propri studenti, ora affidati nelle mani esperte dei volontari del Paese che li sta ospitando, i volontari di Cuneo in queste settimane sono alle prese con il processo di selezione dei nuovi candidati in concorso per individuare la prossima tornata di globetrotter di cui Cuneo potrà nuovamente essere orgogliosa.

comunicato stampa

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