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Ad occhi aperti | 25 dicembre 2018, 18:30

Inverno (e primavera) della speranza - The Matrix

Tanti auguri a tutti, dieci lettori e non, da me e da tutta la redazione di TargatoCn

Inverno (e primavera) della speranza - The Matrix

“Matrix” è un film di produzione australo-americana del 1999, scritto, diretto e prodotto dai fratelli Andy e Larry Wachowski.

La popolarissima pellicola racconta di un futuro fantascientifico in cui la tecnologia, “le macchine”, hanno conquistato la Terra e costruito una fittizia realtà di nome “Matrix” per gli esseri umani, che vengono utilizzati come batterie biologiche per la sopravvivenza delle macchine stesse. Un gruppo di ribelli scollegati da questa realtà andrà alla ricerca dell'Eletto, una figura mitologica che potrebbe liberare l'umanità.

È Natale, anche quest'anno, e tutti siamo portati a essere più buoni... che ci piaccia o meno, che lo si pensi davvero o meno.

Ammetto di aver avuto un percorso probabilmente al contrario di quello solito rispetto allo spirito natalizio: più invecchio e più mi sento disposto a condividerlo, più me ne sento toccato. Devo ancora ben capire perché.

Ma comunque, è esattamente per questo che l'appuntamento natalizio di “Ad occhi aperti” non può che avere al centro la speranza, di ogni tipo... che - se ci pensate - è esattamente quello che dovrebbe avere al centro il Natale stesso; non è importante quanto (e se) consideriate il 25 dicembre per l'accezione cattolica più comune oppure no, il periodo caratterizzato dalle festività invernali è sempre stato pieno di speranza, con la luce del sole che lentamente ma inesorabilmente diventa sempre più presente nelle nostre giornate rispetto a pochi giorni prima.

Speranza, quindi. E rinascita: una seconda opportunità.

È esattamente questo che vuole raccontare “Matrix” - come in effetti la maggior parte delle storie “d'avventura” di grande importanza commerciale che caratterizzano il sistema cinematografico americano - ; le vicende di Neo, l'Eletto, e degli altri personaggi impegnati nella rivolta contro le macchine, in questo primo film più che nei due seguiti (che diventano magnificamente allegorici e molto meno narrativamente comprensibili) punta proprio al conferire un qualche tipo di speranza all'umanità, a risvegliarla. Emblematico, in questo senso, il fatto che lo scollegamento da Matrix debba avvenire per scelta consapevole dell'essere umano singolo – rappresentata dalla decisione di ingerire la “pillola rossa” - e non da un qualche tipo di benedizione verticale: la speranza deve avere un simbolo, sì, ma poi sta a ciascuno di noi spiccare il volo (letteralmente, nel caso del protagonista).

Avete ragione: una storia di fantascienza fatta di personaggi con lunghi cappotti di pelle, anfibi e occhiali da sole che si picchiano a suon di ju-jitsu non è esattamente la più classica delle storie di Natale. Ma il senso di libertà che regala – oltre alla descrizione di un'umanità chiusa nel cemento e nel vetro e concentrata totalmente sullo schermo di un computer – è senza dubbio in pieno stile.

Come ho detto il mio rapporto con il Natale subisce ogni anno piccole e grandi variazioni e non credo mi riappacificherò mai totalmente con le sue atmosfere. Ma quello che senza dubbio mi convince ogni 25 dicembre è l'idea che la settimana conclusiva dell'anno sia un periodo non solo utile a guardarsi indietro per capire cosa si è fatto e cosa è stato, ma specialmente a guardarsi avanti con occhi nuovi, sapendo che forse non cambierà mai nulla e come sempre non riusciremo a tener fede a nemmeno uno dei “buoni propositi” che finiremmo per stendere... ma che forse non è nemmeno quello l'importante.

Tanti auguri a tutti, dieci lettori e non, da me e da tutta la redazione di TargatoCn.

simone giraudi

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