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Al Direttore | 02 gennaio 2019, 14:45

Aliquota Ires al volontariato: dopo il nostro #controcorrente, le considerazioni di un lettore

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Emanuele Dutto

Immagine generica (Fonte Pixabay)

Immagine generica (Fonte Pixabay)

Buongiorno direttore,

nel suo ultimo #controcorrente lei fa una semplificazione forse eccessiva tra volontariato e settore onlus-non profit interessato dal raddoppio dell'imposta sui redditi delle società (IRES).

Le associazioni sportive dilettantistiche e gli oratori che esistono grazie all'impegno e alla dedizione di volontari non sono ONLUS.

La protezione civile che con i suoi volontari opera a difesa del territorio o interviene in caso di calamità non è una ONLUS ma un dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Gli enti no-profit o le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) solo in Piemonte sono quasi 9000. Di queste la gran parte sono associazioni che operano con pochissime risorse e meritorio impegno di volontari nell'assistenza ai più deboli, nell'aiuto a pazienti di malattie rare, nell'inserimento lavorativo di disabili, nel recupero di tossicodipendenti o nell'integrazione di immigrati.

Però ci sono anche fondazioni e associazioni che sotto il bollino ONLUS e NO-PROFIT gestiscono case di riposo o cliniche private con bilanci da milioni di euro, stipendi considerevoli ai dirigenti e sono di fatto delle vere e proprie aziende.

Ci sono anche finte associazioni culturali che organizzano eventi, mostre, concerti in cui la gestione finanziaria è molto opaca, il presidente e fondatore magari è proprietario dei locali sede dell'associazione da cui riceve un cospicuo affitto e i rimborsi spese e le consulenze ad amici e parenti servono a pareggiare il bilancio a fine anno.

Sono esistite ONLUS che han truffato aspiranti genitori adottivi che a fronte di spese considerevoli non hanno mai raggiunto l'obbiettivo di avere un figlio in adozione, oppure pseudo enti formativi che hanno illuso giovani con proposte di immaginifici corsi di formazione.

Infine ci sono anche enti no-profit che in questi anni hanno fatto della gestione dell'immigrazione un vero e proprio business incassando i famosi 35 euro al giorno senza erogare i servizi previsti.

Insomma uno Stato che non è in grado di fare i controlli del caso e distinguere il vero volontario dal truffatore, il vero impegno per il sociale dal raggiro disonesto, cerca di porre un rimedio alzando le tasse, col risultato di colpire doppiamente gli onesti che avranno un bilancio fatto correttamente e una gestione economica trasparente mentre i ladri le risorse continueranno a farle sparire prima di arrivare a definire un reddito di società su cui calcolare l'IRES.

Cordiali saluti

Emanuele Dutto - Boves

Al direttore

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