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Attualità | 02 gennaio 2019, 10:32

Sulla fatturazione elettronica gli strali del senatore Perosino: "Il problema oggi è avere materiale per emetterle, le fatture"

La misura al debutto oggi con entrate attese per 2 miliardi di euro. L’esponente di Forza Italia lamenta la "confusione tra chi sarà esente e chi obbligato, con incroci di situazioni paradossali"

Il sindaco di Priocca Marco Perosino, dal marzo scorso senatore della Repubblica sui banchi di Forza Italia

Il sindaco di Priocca Marco Perosino, dal marzo scorso senatore della Repubblica sui banchi di Forza Italia

Tolto il fugace intermezzo del "pagare le tasse è bello" buttato lì dal povero ministro Tommaso Padoa Schioppa ("Le tasse sono una cosa bellissima, un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili quali istruzione, sicurezza, ambiente e salute", ottobre 2007), difficile scovare nella storia repubblicana un provvedimento di inasprimento fiscale che abbia raccolto generalizzati favori da parte dei cittadini. E ci sono fondati argomenti per pensare che tale regola aurea del rapporto degli italiani con l’erario non verrà violata nemmeno questa volta, con la tanto temuta fattura elettronica, al suo battesimo del fuoco proprio oggi, 2 gennaio, dopo una corsa all’adeguamento da parte di aziende, professionisti, commercialisti e "software house" durata mesi.

Una resistenza comprensibile e condivisibile se si accoglie l’argomento per il quale la novità comporterà solamente l’ennesimo aggravio di incombenze e costi a carico di chi produce, senza peraltro promettere di risolvere in modo decisivo il problema per cui tale misura è stata pensata: la riduzione di un’evasione fiscale che non da ieri vede l’Italia su livelli più sudamericani – con rispetto parlando – che europei.   

Tra quanti certamente non plaudono alla misura introdotta dal Governo c’è il senatore cuneese di Forza Italia e ancora sindaco nella sua Priocca Marco Perosino, che attacca: "Penso che i membri del Governo debbano rimanere in Italia per le vacanze, visto che da oggi, 2 gennaio, dovranno affrontare i danni derivanti dalla introduzione della fattura elettronica".

"Si tratta di una vicenda che risale ai governi precedenti e che prevede una entrata di 2 miliardi all’anno, già inseriti nel bilancio pluriennale e ora nel bilancio 2019. A seguito di proteste e prese di posizione di diverse associazioni di categoria alle norme originarie sono state introdotte delle modifiche, ma con effetti limitati, anzi creando confusione tra chi sarà esente e chi obbligato con incroci di situazioni paradossali. È proprio l’idea in essere i primi in Europa a introdurre la novità, che presuppone un mondo perfetto e tecnocratico, per combattere l’evasione fiscale, che è sbagliata. Si confonde la forma con la sostanza. Non è questo un problema per le aziende: le fatture si emettono normalmente. È avere materiale per emettere fatture, servizi o beni, che scarseggia semmai. Ora, i cittadini già oberati di incombenze vecchie e nuove, si troveranno bloccati da inizio anno, con aggravi di tempi e costi e, in alcuni casi, impossibilitati ad operare". Sarebbe stato "molto meglio – chiosa il senatore – un decreto con proroga 'sine die’!".

Ezio Massucco

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