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Al Direttore | 03 gennaio 2019, 19:14

Viabilità, Astra Cuneo: "Val Roya è itinerario internazionale, ed è questa la sua forza"

Riceviamo e pubblichiamo

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Gentile Direttore,

in risposta alla lettera da voi pubblicata in commento all’articolo relativo alla manifestazione “Aboliamo il divieto della vergogna” dello scorso 28 dicembre, ci preme apportare alcune precisazioni, che riteniamo quantomeno doverose.

Intanto le parole riportate dal lettore non dimostrano esattamente un’eccelsa propensione all’europeismo: occorrerebbe fargli notare che la RD 6204 pur essendo una strada dipartimentale è collocata su una direttrice internazionale, da sempre canale di scambi commerciali, politici, culturali e turistici, che a nostro avviso non possono essere cancellati con un divieto deciso unilateralmente dai sindaci francesi.

Chi vive lungo itinerari di frontiera come questi, stabiliti dalla storia, deve infatti farsi carico dei relativi oneri oltre che forgiarsi dell’onore di poter vivere in una vallata ricca di servizi e vie di comunicazione e che consente in men che non si dica di raggiungere il mare, Nizza, Cuneo e importanti stazioni sciistiche come quella di Limone.

Se la valle Roya non fosse itinerario internazionale, probabilmente, la strada verrebbe chiusa alla prima nevicata e gli appassionati di sci, ad esempio, dovrebbero valutare percorsi alternativi (partire da Tenda e passare da Savona per raggiungere Limone) o cambiare destinazione andando ad esempio a Isola. Mentre però il turista che cambia luogo di vacanza, aumentando magari il numero di chilometri o il costo dell’autostrada, lo fa per piacere e svago al contrario l’azienda vive di clienti, commesse e relazioni commerciali, magari decennali. Perdere un cliente non equivale a cambiare stazione sciistica, ma significa perdere il lavoro.

Le meravigliose vallate cuneesi come Maira e Gesso che non sono posizionate lungo valichi internazionali, hanno invece tutte le scomodità del caso: spopolamento, difficoltà di comunicazione ed economiche, ma ne guadagnano in traffico di veicoli (molto basso) e tranquillità.

Sull’affermazione che invece la Valle Stura sia stata “distrutta” ci preme invitare il lettore a prestare maggiore attenzione sul diffondere notizie false e denigratorie in merito a una perla delle nostre montagne, che oltre ad essere itinerario di scambi commerciali, gode di un meraviglioso potenziale turistico.  

Infine, sembra quasi superfluo ricordare che le deroghe in questione si riferiscono solo al rifornimento dei paesini francesi della valle Roya, con esclusione di Ventimiglia, Trucco, Airole, Olivetta San Michele, nonché dell’adiacente val Vermenagna. Questo è intollerabile poiché non è stato tenuto conto, a fini derogatori, dei camion (il 2% del traffico totale della valle) che transitano tra Italia e Francia per approvvigionare esigenze interprovinciali, secolari.

Numerosissimi scatti fotografici dimostrano che persistono nel transitare veicoli di targa straniera, non italiani, bloccando sistematicamente e ciclicamente il tunnel.

I comuni continuano a farsi rifornire di materiali, gasolio con veicoli superiori a 19 tonnellate.

Dire che il trasporto delle merci sui treni sia un’alternativa significa non conoscere il territorio e le dinamiche di una linea ferroviaria già fin troppo penalizzata per il trasporto delle persone.

Grazie,

Astra Cuneo

Al Direttore

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