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Attualità | 03 gennaio 2019, 10:04

"In Val Roya non abbiamo posto per le circonvallazioni. Prendete il treno o passate per un'altra strada!"

Riceviamo e pubblichiamo da un lettore della Val Roya

"In Val Roya non abbiamo posto per le circonvallazioni. Prendete il treno o passate per un'altra strada!"

In riferimento all'articolo di #controcorrente sulla protesta dei tir lumaca in Val Roya, riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore.

Il signore, che abita in Val Roya, contesta in sette punti l'articolo

1°) la frase "Con il paradosso che i tir francesi e stranieri - come dicono all’Astra - non sono soggetti a vincoli e possono transitare sulla stessa strada senza problemi" è completamente falsa. Tutti gli automezzi di più di 19 tonnellate sono vietati di trascorrere la RD6204. Ci sono soltanto deroghe, da chiedere prima, per lavori.

2°) Per le attività “locali” si possono usare automezzi di meno di 19 tonnellate

3°) Per i trasporti pesanti c’è la ferrovia. Se occorre traffico per sopravvivere, l’Italia potrebbe dunque organizzare molto più  treni e anche un'“autostrada ferrovia” da Borgo San Dalmazzo a Ventimiglia.  

4°)  Cosi si vedrà la stupidaggine di avere smontato il “Parco Roia”, adatto a questo lavoro,  pagato da crediti europei dei quali 18% di soldi francesi che dobbiamo addesso chiedere all’Italia di rimborsare?

 5°) c’è dal 2015 una video sui trasporti nelle zona alpina (https://www.youtube.com/watch?v=vPjgnNynWx8)  che mostra come gli italiani hanno quasi distrutto la val di Stura di Demonte

6°) Non sono solo i sindaci della Alta Val Roia che hanno vietato il passaggio agli automezzi di più di 19 tonnellate ma anche il “Departement des Alpes Maritimes”, proprietario della RD6204 che deve mantenere questa strada dissestata da questi automezzi che non pagano nulla sul territorio francese! 

7°) Quelli che abitano l’Alta Val Roia non vogliono vedere il loro territorio distrutto come Demonte. Non abbiamo posto qui per circonvallazioni, non vogliamo viadotti sulle nostre case comme quello di Genova, non vogliamo continuare a vedere migliaie di macchine, motociclette, autobus, etc... impedirci di vivere. Prendete il treno o passate per un'altra strada!    

Cordialement

Jean-Marc Tagliaferri

lettera firmata

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