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Attualità | 03 gennaio 2019, 07:30

Polemiche a Paesana per la tariffa dello scuolabus: 300 euro annui, contro i 150 della vicina Sanfront

A margine dell’ultimo Consiglio comunale, Fabio Gottero (opposizione) si fa carico delle istanze dei genitori. Il canone, poi, quest’anno sarebbe stato portato a 400 euro, a causa del nuovo orario scolastico che prevede un rientro pomeridiano a settimana

Uno dei due scuolabus del Comune di Paesana (Copyright Targatocn.it)

Uno dei due scuolabus del Comune di Paesana (Copyright Targatocn.it)

Le tariffe del trasporto scolastico di Paesana sono state al centro di una discussione, a margine dell’ultimo Consiglio comunale.

Dai banchi dell’opposizione, Fabio Gottero si è fatto portavoce di alcune istanze provenienti dalle rappresentanze scolastiche dei genitori.

Stando a quanto è emerso in Consiglio, la quota a carico di ogni alunno (e di conseguenza delle famiglie) che usufruisce dello scuolabus è pari a 300 euro annui. La tariffa, poi, da settembre, sarebbe stata oggetto di un aumento di 100 euro, dovuti all’introduzione del nuovo orario scolastico e con il rientro pomeridiano del giovedì.

Le rimostranze dei genitori nascono dalla disparità delle tariffe con il vicino comune di Sanfront. Qui, infatti, il canone annuo sarebbe pari a 150 euro, “al netto” dell’applicazione di eventuali aumenti in caso di rientri pomeridiani.

Durante l’approfondimento tra opposizione e maggioranza, il sindaco Mario Anselmo avrebbe motivato la differenza di canone rispetto a Sanfront con il numero degli scuolabus in capo al Comune. Nella fattispecie, due a Paesana ed uno a Sanfront.

Una tesi che gli stessi genitori avrebbero smentito, dopo aver avuto contatti diretti con Amministratori comunali sanfrontesi, che avrebbero a loro volta confermato che – anche nel loro caso – gli scuolabus del Comune sono due, più quelli che gravitano su Rifreddo e su Gambasca e Martiniana Po.

Durante il dibattito, Gottero ha chiesto all’Amministrazione comunale di uniformare il prezzo del trasporto scolastico a livello di Unione del Monviso, con una tariffa standard per tutti i paesi che ne fanno parte.

In tal modo non si crea disparità di trattamento. – ci ha detto - Soprattutto alla luce del carattere notevolmente gravoso per le famiglie paesanesi di una spesa simile”.

Nicolò Bertola

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