/ Attualità

Che tempo fa

Cerca nel web

Attualità | 07 gennaio 2019, 18:40

Avanti coi ricorsi: i sindaci di Alba e Bra con Chiamparino per un’opposizione "legalitaria" alle norme del Decreto Salvini

Marello: "Elettori giudicheranno misura che aumenterà il numero dei clandestini e l’insicurezza sociale. Ma la legge va rispettata". Sibille: "Presto iniziative contro disposizioni che stanno già avendo effetti negativi sulla sicurezza pubblica"

Un momento della manifestazione albese contro il Decreto Sicurezza, lo scorso 22 dicembre (Foto da Fb)

Un momento della manifestazione albese contro il Decreto Sicurezza, lo scorso 22 dicembre (Foto da Fb)

Tra i temi politici di questo inizio d’anno uno spazio di assoluto rilievo lo sta assumendo la ferma posizione che molti sindaci e governatori italiani hanno assunto sui contenuti del cosiddetto "Decreto Sicurezza", il provvedimento col quale il governo Lega-Cinque Stelle ha rivisto i termini dell’accoglienza migranti nel nostro Paese.

Notizia di oggi è la posizione assunta dal governatore piemontese Sergio Chiamparino che, in un fronte che annovera anche i colleghi di Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Calabria, ha annunciato l’intenzione di ricorrere alla Consulta per sottoporre all’attenzione dei giudici costituzionali la parte della normativa che nega ogni diritto all'assistenza sanitaria per gli immigrati presenti nel nostro Paese in assenza di uno specifico permesso di soggiorno.

Intanto il dibattito tra favorevoli e contrari alla misura sta andando oltre il merito puntuale della stessa, chiamando in causa insieme a questa l'antico dilemma morale circa l’opportunità se non addirittura il dovere – in capo agli stessi rappresentanti delle istituzioni – di un'opposizione che si spinga all’estrema ratio della disapplicazione della legge: disobbedienza civile, insomma, come unica posizione possibile nei confronti di norme che violerebbero i principi umanitari che stanno alla base delle nostre comunità.

In un caso simile venire meno al proprio dovere di pubblici ufficiali è lecito, sostiene in sostanza il fronte aperto dai sindaci di Palermo Leoluca Orlando, di Napoli Luigi De Magistris, e di Firenze Dario Nardella, alfieri di un’istanza di etica politica la cui narrazione dialettica chiama in causa il drammatico precedente delle leggi razziali. Un accostamento eccessivo, e da respingere, per quanti invece, sempre dal fronte dei rappresentanti delle istituzioni, ritengono preferibili manifestazioni di dissenso rispettose della legalità e delle forme previste dalla legge.

A quest’ultimo fronte va iscritto il primo cittadino albese, l’avvocato Maurizio Marello, che così illustra le ragioni della sua contrarietà a quello che provocatoriamente preferisce chiamare "decreto insicurezza", "perché smantella le buone strutture di accoglienza e aumenterà il numero di clandestini": "Il 22 dicembre ho manifestato ad Alba contro questo provvedimento. Ma è una legge dello Stato e come tale va rispettata, fino a quando il Parlamento non la cambierà o qualche giudice non la cancellerà. Va rispettata e applicata anche e soprattutto dai sindaci. E trovo sbagliato paragonare questo decreto alle leggi razziali, innanzitutto per rispetto degli ebrei deportati. Lega e 5 Stelle creeranno insicurezza e disumanità. Saranno loro i responsabili e anche su questo saranno valutati democraticamente dal popolo".

Posizione molto simile a quella della collega braidese Bruna Sibille: "Nello scorso novembre il nostro Consiglio comunale ha deliberato con un’ampia maggioranza una mozione di netto rifiuto di una serie di punti del cosiddetto Decreto Salvini. Anche a fronte della dolorosa vicenda della nave Sea Watch, con gravi sofferenze imposte anche a donne e bambine, personalmente ritengo doveroso il ricorso in via di presentazione da parte di alcune Regioni, che quindi sostengo pienamente. Come maggioranza stiamo preparando altre iniziative che, senza violare gli obblighi di legge, segnino una ferma opposizione agli aspetti peggiori del decreto, che peraltro stanno già avendo effetti negativi sulla sicurezza pubblica, lasciando allo sbando migliaia di persone senza la minima assistenza".

Ezio Massucco

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore