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Attualità | 07 gennaio 2019, 12:46

Permesso di soggiorno per motivi umanitari, Chiamparino: "Presenteremo ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto sicurezza"

Il presidente della Regione lo ha confermato questa mattina, parlando di "evidenti e paradossali ripercussioni negative sul terreno della sicurezza e della convivenza civile”

Permesso di soggiorno per motivi umanitari, Chiamparino: "Presenteremo ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto sicurezza"

Il presidente Sergio Chiamparino ha confermato questa mattina, ai microfoni di Sky, che la Regione Piemonte presenterà ricorso davanti alla Corte Costituzionale sulla parte del decreto sicurezza che tocca competenze regionali. 

Dopo un confronto con l'avvocatura, spiega il Governatore, "ho avuto conferma che esistono le condizioni giuridiche per il ricorso alla Consulta." 

"Il decreto - spiega Chiamparino -, impedendo il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari, avrà ripercussioni sulla gestione dei servizi sanitari e assistenziali, di nostra competenza, che la Regione ha finora erogato ai migranti interessati."

L'articolo 1 della nuova normativa, del 4 ottobre 2018, prevede che vengano eliminati i permessi umanitari in favore di permessi “speciali” più difficili da concedere al richiedente asilo. Questi ultimi potranno essere dati solo in casi speciali, ad esempio per cure mediche a fronte di malattie gravi, per le vittime di violenza, per situazioni di contingente ed eccezionale calamità naturale nel Paese di provenienza, per lavoratori sfruttati che abbiano denunciato il datore e cooperino con la giustizia.

Contestualmente Chiamparino ha annunciato di continuare "a fornire le cure necessarie, in base al principio universale che quando una persona sta male deve essere curata." Per il Governatore sono "evidenti le gravi conseguenze che il decreto avrà sul nostro territorio, creando di colpo una massa di “invisibili” di cui in qualche modo la Regione e i Comuni dovranno comunque occuparsi, nel campo della sanità e delle politiche sociali, con evidenti e paradossali ripercussioni negative proprio sul terreno della sicurezza e della convivenza civile”.

Cinzia Gatti

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