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Attualità | 07 gennaio 2019, 11:15

Telemedicina all’Asl Alba-Bra: un progetto unico in Italia nella cura delle malattie renali e delle ferite complesse

Modello organizzativo sperimentato grazie al sostegno della Fondazione Crc consente a un infermiere di assistere contemporaneamente quattro pazienti collegati dal loro domicilio. Con miglioramenti nella qualità della vita degli assistiti e risparmi di 15mila euro l’anno a utente

Si chiama "Evisus" il modello di telemedicina a distanza introdotto dall'Asl Cn2

Si chiama "Evisus" il modello di telemedicina a distanza introdotto dall'Asl Cn2

La terapia peritoneale così come la cura delle piaghe da decubito non più in ospedale, ma a casa. Questo succede ad Alba col programma "Evisus", modello di telemedicina a distanza applicato alla dialisi peritoneale e alla vulnologia (la cura delle ferite complesse). Un servizio che permette al paziente di effettuare, grazie a un periodo di formazione molto semplice, di poter provvedere in autonomia alla propria terapia giornaliera.

Ormai diventata di uso quotidiano, la telemedicina ad Alba resta un modello unico in Italia che consente, per più volte al giorno, la gestione di quattro pazienti contemporaneamente da parte di un infermiere collegato grazie una tecnologia avanzata direttamente dal reparto di dialisi al domicilio del paziente. Quest'ultimo, in tutta comodità e sicurezza, mette in pratica la procedura indicata e, nel frattempo, “chiacchiera” amichevolmente con l’infermiere.

Tutto questo è stato possibile grazie a un bando della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo che per due edizioni successive ha finanziato il progetto permettendo all’Asl Cn2 di raggiungere risultati di grande efficienza ed efficacia.

L’aspetto fondamentale di questo modello organizzativospiega il direttore della struttura di Nefrologia, Giusto Viglinoè quello che il paziente può gestire in autonomia la propria malattia e di gravare in maniera assai minore sui familiari riducendo anche i rischi rappresentati dai trasferimenti verso e di ritorno dall’ospedale”.

Rappresenta un salto di qualità dal mero trasferimento e lettura dei dati, come avveniva qualche tempo fa, alla cura vera e propria attraverso l'assistenza di un infermiere, soprattutto nelle prime settimane di terapia. Infine questo modello organizzativo permette un risparmio di 15mila euro annui a paziente.

Le ulcere cutanee colpiscono in Italia circa 2 milioni di personedichiara Giovanni Torre, dirigente medico della Chirurgia di Bra - spesso sole e anziane. Il loro trattamento richiede accessi ambulatoriali frequenti, scarsamente gestibili in pazienti che spesso hanno perso la propria autonomia o risiedono in aree rurali disagiate. In questo contesto la telemedicina svolge un ruolo decisivo annullando le distanze e facilitando la continuità assistenziale. La nostra Asl è stata tra le prime a credere nella telemedicina applicata alla vulnologia sostenendomi nella creazione di un ambulatorio virtuale che mi permette ad oggi, in collaborazione con il servizio delle Cure Primarie e Domiciliari, con i reparti e con le Rsa, di monitorare con maggiore frequenza i pazienti pur riducendo i loro spostamenti”.

Non ci sono, almeno in Piemonte, gestioni di assistenza a distanza così strutturate e con una tecnologia così avanzata come quella di Albaha detto il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio -. Un progetto di grande significato per malattie come quelle renali e per la cura delle ferite complesse e che necessitano di medicazioni continue”.

Redazione

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