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Curiosità | 07 gennaio 2019, 16:04

Prima partita ufficiale per la squadra di pallanuoto inclusiva della Granda: "Abbiamo perso, ma ci siamo divertiti"

Ieri contro la WaterPolo Ability di Varese. E poi un progetto: "Vogliamo andare nelle scuole e parlare agli studenti. Ci sono molti ragazzi disabili che non sanno che sport fare: magari daremo loro stimoli e voglia di provarci"

Prima partita ufficiale per la squadra di pallanuoto inclusiva della Granda: "Abbiamo perso, ma ci siamo divertiti"

Prima partita ufficiale, ieri 6 gennaio, per Granda WaterPolo Ability ASD, la squadra di pallanuoto inclusiva nata da qualche mese in provincia di Cuneo su iniziativa di Orazio Tallarita e Andrea Gallone, entrambi disabili.

In poco tempo, grazie alla loro tenacia, hanno formato una squadra, trovato una piscina dove allenarsi (a Saluzzo) e un allenatore, Christian Paolino. La squadra è composta dai due fondatori, Orazio Tallarita e Andrea Gallone, oltre a Stefano Sciacatano, Simone Perlo, Norberto Bastonero, Andrea Seffusatti, Marco Veglia, Enrico Salvagno, Francesco Ariaudo, Massimiliano Argiolas, Mattia Marchisio, Paolo Giletta e Pietro Pagge.

Ma senza gli incontri non c'è vera sfida. Ed ecco che ieri sono scesi in acqua per gareggiare. Hanno perso 2 a 8 contro la WaterPolo Ability di Varese, la prima squadra inclusiva formatasi in Italia. I marcatori, per la squadra cuneese, sono stati Orazio Tallarita e Stefano Sciacatano.

La partita è stata inserita all’interno di un torneo femminile, organizzato a Varese. Il risultato non è stato dei migliori, certo, ma nessun dramma: "Prima partita, tanto divertimento. Ci serve tanto nuoto. Abbiamo perso 8 - 2 ma ci siamo divertiti, abbiamo capito su cosa lavorare", scrivono sulla pagina Facebook della squadra. 

Non solo attività in acqua, ma anche promozione e incontro. Orazio ci racconta infatti di un altro progetto: quello di raccontare alle associazioni di zona e alle scuole dell'esistenza di questo sport e di questa squadra. "Ci sono tanti ragazzi disabili, anche nelle scuole. Magari non sanno che sport fare, perché sono poco informati. Noi non abbiamo alcuna preclusione, la nostra squadra è aperta a qualunque tipo di disabilità. E magari alcuni ragazzi, grazie alle nostre testimonianze, troveranno gli stimoli e la voglia di provarci".

Barbara Simonelli

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