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Al Direttore | 08 gennaio 2019, 08:45

“Sciare in Valle Varaita… Siamo ancora in tempo!” (lettera)

Riceviamo e pubblichiamo

Immagine di repertorio

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Egregio direttore,

queste mie considerazioni e riflessioni sugli impianti sciistici in Valle Varaita sono dovute alla consapevolezza del cambiamento climatico in atto ed alla speranza di aprire un serio confronto democratico e costruttivo su come risolvere il problema dello sciare, in primis, nelle vacanze di Natale in Valle Varaita.

Sono rimasto particolarmente colpito sabato 29 dicembre, a Pian della Regina in Valle Po, dai discorsi sulla crisi climatica ambientale in occasione della presentazione del libro di Luca Mercalli “Non c’è più tempo” che vedeva anche la partecipazione di Roberto Mantovani.

Il meteorologo Luca Mercalli è stato chiaro nella sua presentazione e cioè che questo inverno non è anomalo, bensì sarà la regola, purtroppo inverni con la neve ne avremo due su dieci, e forse ancor peggio! A seguito del cambiamento climatico, con il surriscaldamento i limiti altimetrici di quota neve si alzano e, a suo avviso, la Regione Piemonte non dovrebbe più finanziare e lasciare costruire nuovi impianti sotto i 2000 metri.

Premetto che sono favorevole agli impianti sciistici e quando anni addietro a Sampeyre si decise di fare le nuove seggiovie contribuii personalmente (così come tante altre persone) e mi attivai affinché anche non residenti, proprietari di immobili, contribuissero.

L’amministrazione comunale di Sampeyre, con delibera di Giunta in data 30 ottobre scorso, ha deliberato di approvare l’elaborato unico sulla “Individuazione degli interventi impiantistici strategici per il completamento dell’offerta turistica dell’area sciistica di Sampeyre” predisposta dall’ufficio tecnico (sintetizzando, la realizzazione di nuove seggiovie nel Vallone di Sant’Anna per raggiungere il Monte Cugulet, da quota 1.760 a quota 2.480). Intervento a carattere programmatorio solo in presenza di assegnazione di risorse su bandi regionali e/o CEE.  

Alla luce di quanto sopra la mia riflessione è la seguente: Perché Sampeyre e Pontechianale anziché ampliare gli impianti esistenti, di concerto con l’intera Unione Montana Valle Varaita, non prendono in considerazione l’ipotesi di creare un nuovo comprensorio sciistico in Valle Varaita a quote più elevate e con innevamento garantito? Perché non cercare una zona che possa avere grande valenza estiva oltre che invernale?

Dovranno essere degli esperti con un approfondito studio di fattibilità tecnico-economico a dare indicazioni precise ma, a seguito di mie riflessioni nonché confronti con operatori del settore e conoscitori della montagna, la zona più interessante potrebbe essere quella che da Chianale va ai Laghi Blu (Laghi Bes-Bivacco Olivero).

Dal Bivacco Olivero al Col Blanchet/Colle Biancetta sarebbe una zona sciabile in territorio italiano da quota 2650 a quota 2.900 circa. Se poi i cugini francesi fossero d’accordo, dal Col Blanchet si potrebbe scendere in territorio francese fino a Saint-Véran (comune più alto d’Europa).

Oltre a questa ipotesi, ci potrebbe essere un campo scuola sci a Pian Vasserot e molte altre soluzioni dove l’innevamento è garantito, avendo ormai la convinzione che siamo noi a dover cercare la neve visto il cambiamento climatico!

Come ho constatato personalmente, in questi giorni in Francia la situazione neve è ben diversa dalla nostra e tantissimi erano gli sciatori presenti sulle piste di Saint-Véran  e di Vars.

Certamente questi impianti dovranno essere realizzati nel massimo rispetto dell’ambiente e dell’uomo (vedasi le nuove telecabine panoramiche, utilizzabili anche dai disabili che possono salirvi in carrozzina).  Per raggiungere Chianale si potranno utilizzare navette elettriche, tenendo conto che a Sampeyre, a mezz’ora di viaggio, ci sono più di 4.000 alloggi e diverse strutture ricettive alberghiere.

A chi ci tiene a questa Valle ha fatto decisamente male vedere, ancora una volta, durante il periodo natalizio le nostre piste desolatamente prive di neve mentre in tutte le altre località dell’arco alpino si sciava!

Se uniamo tutte le forze a livello di Unione Montana, grazie al reperimento dei finanziamenti regionali e/o CEE e, forse, con una idonea “imposta di scopo” (ISCOP) come prevista dalla legge (che graverebbe sì sulle proprietà immobiliari ma sarebbe giustificata dall’incremento di valore degli immobili sicuramente superiore all’imposta grazie alla garanzia del poter sciare ed alla bistagionalità della nuova offerta turistica), sono convinto che queste mie riflessioni non sarebbero solo un bel sogno ma potrebbero trasformarsi in realtà con ricadute economiche su tutta la valle.

Per questo concludo dicendo: “Siamo ancora in tempo” e non come alcuni sostengono che questi impianti andavano fatti 30 anni fa e ormai sia troppo tardi. Proviamo a metterci al lavoro per cambiare il corso delle cose.

Gianfranco Fino - Valvaraitino e consigliere comunale di minoranza di Sampeyre

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