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Attualità | 08 gennaio 2019, 09:59

Piante tartufigene in aree boschive, è tempo di presentare le domande di indennizzo

Ai proprietari la Regione Piemonte riconosce 24 euro per ogni pianta fino a un massimo di 25 esemplari per ettaro. I fondi dai "tesserini" pagati annualmente dai circa 5mila trifolao piemontesi

Piante tartufigene in aree boschive, è tempo di presentare le domande di indennizzo

Pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte numero 51 dello scorso 20 dicembre, scadono il 18 febbraio 2019 i termini posti in capo ai proprietari di aree boschive per presentare domanda al fine di ottenere i rimborsi che lo stesso ente assegna loro in ragione della Legge Regionale 16/2008 (Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale), normativa che dispone, tra le altre misure, "la concessione di un’indennità ai proprietari o possessori di terreni per la conservazione di ciascun soggetto arboreo di riconosciuta capacità tartufigena secondo uno specifico piano di coltura e conservazione, permettendo nel contempo la libera raccolta dei tartufi su detti terreni (articolo 4)".

Le domande dovranno essere presentate nei Comuni in cui sono ubicati i boschi: la Commissione Agricoltura del Comune (al cui interno dovrebbe esserci almeno un "trifolao") verificherà la correttezza della domanda e manderà poi avanti la pratica alla Regione.
Un apposito allegato è intanto previsto per chi presenta il rinnovo della domanda.

L'indennizzo è pari a 24 euro per ogni pianta fino a un massimo di 25 piante per ettaro. I fondi utilizzati per il rimborso ai proprietari sono collegati al pagamento della tassa annuale per la raccolta dei tartufi, 140 euro che i circa 5mila cercatori piemontesi versano annualmente alla Regione Piemonte per poter svolgere questa attività.

Redazione

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