/ Attualità

Attualità | 09 gennaio 2019, 19:45

Quando è la storia a risolvere gli enigmi del presente: il blog Historia Foxani

Un articolo di oggi, mercoledì, risolve il mistero del busto di Felice Merlo

Quando è la storia a risolvere gli enigmi del presente: il blog Historia Foxani

In questa giornata alcuni fossanesi sono stati sollecitati a riflettere sulla misteriosa scomparsa del busto di Felice Merlo, fossanese che fu Ministro dell’Istruzione del Regno di Sardegna e Ministro di Grazia e Giustizia durante i governi Perrone e Alfieri.

Nato nella città degli Acaja nel 1792, morì a Torino nel 1849 e a lui è intitolata una delle traverse della centrale via Roma e nel 1958 fu realizzato un busto con lapide posizionato vicino al liceo Ancina di Fossano in piazza Picco.

Ma che fine ha fatto il busto di Felice Merlo? Proprio oggi è sorto il dubbio: smarrito, scomparso, vandalizzato? Nulla di tutto questo. Da anni, infatti, il busto di Felice Merlo è stato rimosso dal suo piedistallo e, dopo essere stato conservato per qualche tempo in un magazzino al sicuro da atti vandalici, è stato posizionato nell’Archivio Storico cittadino che ha dedicato al busto il suo post di oggi, leggibile sul blog Historia Foxani all’indirizzo https://www.historiafoxani.it/2019/01/09/il-busto-scomparso-di-felice-merlo-lenigma-risolto/.

Ecco che la storia meno nota della città degli Acaja risponde agli enigmi del presente e ne aggiunge spunti di riflessione: il busto, infatti, era stato preso d’assalto dai vandali in tempi ormai remoti e non dai giovani d’oggi, spesso additati come l’unica minaccia a storia, arte e architettura. Qualcuno forse si riconoscerà, come scrive lo stesso autore dell’articolo del blog, Luca Bedino, in quel “Nico I love you” scritto anni fa.

Non ha nulla da temere Felice Merlo il cui busto fossanese è conservato al sicuro, in attesa di essere, un giorno, collocato magari in un luogo nuovamente più visibile. Chi, nel frattempo volesse vedere le fattezze dell’augusto concittadino potrà ammirarne la scultura esposta nella Galleria del Rettorato dell’Università degli Studi di Torino.

Agata Pagani

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium