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Sanità | 10 gennaio 2019, 16:23

L’intervista “Il Sagittario” ospita il “Trauma Center” del Santa Croce di Cuneo

Un’intervista alla responsabile Maura Anfossi sulla rivista della scuola adleriana di Psicoterapia

L'ospedale Santa Croce di Cuneo

L'ospedale Santa Croce di Cuneo

Il “trauma center” dell’azienda ospedaliera Santa Croce e Carle è protagonista sulla rivista scientifica della scuola Adleriana di Psicoterapia.

Sull’ultimo numero de “Il Sagittario” Roberta Marengo intervista Maura Anfossi, psicologa e psicoterapeuta, responsabile del Servizi odi Psicologia dell’azienda Santa Croce e Carle e del Trauma Center, nato nel 2015, dopo che alcune esperienze “forti”, derivanti dal lavoro quotidiano svolto nei reparti ospedalieri a contatto con persone che avevano subito conseguenze da traumi importanti, avevano consigliato di strutturare anche a Cuneo un Trauma Center.

La dottoressa Anfossi ricorda i principali interventi degli ultimi anni: quelli per l’attentato a Nizza, oppure in seguito al terremoto del 2016 in centro Italia, dopo il terrore vissuto durante la partita di calcio Juve-Real Madrid a Torino, l’attentato a Barcellona, i deragliamento di un treno nell’aprile 2018, l’incidente sul Gelas e il crollo del ponte Morandi a Genova.

Un lavoro che richiede massima disponibilità, anche extra-orario, perché si lavora sull’urgenza: gli utenti esterni che abbiano vissuto una situazione traumatica possono richiedere l’intervento tramite mail entro un mese massimo dall’accaduto, mentre per i pazienti ricoverati è il medico che emette una richiesta interna (per i pazienti non ricoverati il medico di medicina generale emetterà una richiesta con ricetta de materializzata).

L’attivazione del servizio avviene in diverse situazioni: per vittime di violenze e abusi, maltrattamenti familiari, tentativi anti-conservativi e vari tipi di incidenti stradali.

Ci sono poi visite protette per minori in Rianimazioni o, attivati dalla Questura, le audizioni di minori vittime di violenza. Senza dimenticare, appunto, gli interventi a favore delle vittime di atti terroristici o catastrofi. Ma sempre in ospedale, non sui luoghi degli attentati o dei disastri.

comunicato stampa

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