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Attualità | 11 gennaio 2019, 08:15

"Terre rinforzate": ecco la tecnica utilizzata per la messa in sicurezza della frana dell'alberghiero di Mondovì

Avviato un primo lotto di interventi da circa 70mila euro, che comprende la realizzazione di un primo gradone alto 4 metri e lungo 20, l'asportazione di 150 metri cubi di macerie e del terreno franato e la creazione di un sistema di raccolta acque

L'area della frana (foto John Aimo)

L'area della frana (foto John Aimo)

In gergo tecnico si chiama "gradonatura", termine derivato dall'ingegneria naturalistica che indica un sistema di "terre rinforzate", ovvero terrapieni con geogriglie interrate alti dai 3 e i 4 metri e separati da un ripiano di 1,5-2 metri.

Questo, in parte, è l'oggetto dell'intervento attualmente in corso di realizzazione a Mondovì Piazza, nell'area della frana che il 29 dicembre 2017 lambì la sede dell'istituto alberghiero: si tratta, sostanzialmente, del primo lotto di lavori di messa in sicurezza del versante, che prevede, al momento, la creazione di un primo gradone (alto 4 metri e lungo 20, utile come contrafforte e appoggiato a sua volta su un getto di calcestruzzo, con pali che si insinuano nel suolo), l'asportazione di tutte le macerie presenti e messe a suo tempo sotto sequestro dalla Procura del corpo scale franato (circa 150 metri cubi di detriti), la rimozione del terreno franato e accumulatosi contro la palestra di Metavia e, infine, l'ideazione di un sistema di raccolta delle acque. 

Il costo complessivo dell'intervento, effettuato su un terreno di proprietà comunale e finanziati dalla Provincia di Cuneo, ammonta a circa 70mila euro. A svolgerlo è un'associazione di professionisti, gruppo costituito appositamente per fronteggiare il "caso alberghiero" e composto da 5 studi diversi. "In particolare - spiega Fausto Mulattieri, sindaco di Pamparato e ingegnere -, si è scelto di puntare su competenze specifiche, assoldando un ingegnere strutturista, un ingegnere geotecnico, un geologo, un architetto e un esperto ambientale e forestale. Da questo punto di vista va dato grande merito al lavoro svolto in sinergia dalla Provincia di Cuneo e dal Comune di Mondovì, che hanno apprezzato la nostra proposta di creazione di questo sodalizio al fine di operare in maniera completa e coordinata".

Nel frattempo, è allo studio il completamento della gradonatura: "Abbiamo un secondo incarico per il completamento della sistemazione del versante - ha asserito Mulattieri -, incluso lo studio per l'eventuale concretizzazione dell'abbattimento dell'edificio che ospitava 20 aule del 'Giolitti'. La funzionalità dei gradoni? Inizialmente serviranno a garantire stabilità, ma in futuro potranno sicuramente essere utilizzati per altri progetti. In questo momento, comunque, è prematuro effettuare ragionamenti di questo tipo".

Alessandro Nidi

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