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Politica | 11 gennaio 2019, 11:00

Ormea, una battutaccia di Salvini infiamma i social

L’episodio risale al 2016, durante la campagna referendaria, e avrebbe come teatro Mondovì. Il leader della Lega ha usato espressioni volgari e insultanti nei confronti delle donne del posto

L'immagine di Salvini a Mondovì con, in mano, il "cartello" sulla questione di Ormea

L'immagine di Salvini a Mondovì con, in mano, il "cartello" sulla questione di Ormea

“Ad Ormea i rifugiati sono una risorsa, (ha detto il sig. sindaco) lo possono testimoniare alcune tr**e del posto che fino ad ora hanno usufruito di queste risorse! Sarebbe utile che l’amministrazione comunale chiedesse al prefetto l’invio di diverse rifugiate (massimo trent’anni) così anche i mariti beneficerebbero di suddette risorse”.

Questo lo spezzone di un video pubblicato sui social, rilanciato con un tweet dallo scrittore ed ex magistrato Enrico Carofiglio, che chiama in causa il leader della Lega e ora ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Su Fb si sprecano le condivisioni e dal Cuneese arrivano a tambur battente, da un lato, la condanna per i toni volgari e insultanti nei riguardi delle donne di Orme usati da Salvini e, dall’altro, la solidarietà al sindaco Giorgio Ferraris.

Ad onor del vero va detto che il filmato non è recente, trattandosi di un episodio risalente a due anni fa quando, nel 2016, in occasione della campagna referendaria Salvini, venne a Mondovì.

Le immagini sono state pubblicate anche sulla pagina Fb dello stesso leader leghista (si nota bene il passaggio con in mano il “cartello” sulla questione di Ormea), che sabato 26 novembre 2016, alle 9.30, ha trasmesso in video in diretta proprio da Mondovì.

Commenta il sindaco Giorgio Ferraris: “Non siamo in presenza di una fake news e lo si capisce chiaramente visionando l’intero filmato. Salvini riceve dalle mani di qualcuno un foglio con questa scritta, che ha avuto modo di vedere prima di esporlo al pubblico.

E’ vero – aggiunge Ferraris – che si trattava di una campagna elettorale e che allora il leader della Lega non aveva responsabilità istituzionali, tuttavia ritengo grave che, seppur in un contesto di dialettica politica spinta, si usino termini che sono doppiamente insultanti”.

Nella foto compare anche il senatore Giorgio Bergesio, il quale al momento del fatto non era ancora inquilino di Palazzo Madama, ma soltanto segretario provinciale della Lega.

Abbiamo interpellato anche lui per sentire il suo parere, ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Nel frattempo comunque il post rilanciato da Ferraris, che raccoglie la solidarietà di tanti sindaci della Granda, sta diventando virale.

GpT

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