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In&Out | 13 gennaio 2019, 08:30

L'avventura di Alessandro, da Borgo San Dalmazzo a Sydney: "Qui sento che il talento ha ancora importanza"

"Sydney mi piace moltissimo, regala equilibrio e opportunità. Ma le Alpi del cuneese rimarranno sempre nel mio cuore"

Alessandro Pepe

Alessandro Pepe

- Da Borgo San Dalmazzo a Sidney il passo sembra davvero molto lungo... spiegaci, come e perché hai deciso di lasciare l'Italia?

Per un artista che arriva da una familia povera, l'Italia non è posto per la caccia al successo, almeno per me non lo è stato. Dopo aver realizzato il mio primo film alla disperata ricerca di stabilire una carriera spendendo tutti i miei risparmi, persino dopo essere riuscito a raggiungere una piattaforma come Netflix, non ho trovato nulla nel mio Paese. Nessuno era interessato a me, non ho mai ricevuto risposta alle infinite email e telefonate. Non avevo nulla, non mi era rimasto più niente.

Tuttavia forse per orgoglio, non volevo gettare la spugna, e ho chiesto a mio zio di prestarmi dei soldi per raggiungere un amico in Australia, che poteva darmi un lavoro in una fattoria, mettere da parte qualche soldo e riprovarci.

- Di che cosa ti occupi, con precisione?

Mi definisco un musicista e un regista. Sin da quando ero piccolo, ho iniziato ad appassionarmi di cinema, cercando di fare film con la 8mm di mio padre. A 6 anni ho iniziato a studiare musica al conservatorio. Queste due passioni sono rimaste con me fino ad oggi.

- Pensi che aver lasciato la nostra provincia ti abbia davvero, concretamente, regalato nuove opportunità e prospettive? O credi che, tutto sommato, se fossi rimasto avresti avuto le stesse soddisfazioni?

Non penso davvero che il Piemonte come l'Italia mi avrebbe dato l'opportunità di farmi notare nel campo del cinema e della musica. Insomma, ci ho provato per molti anni, e nonostante le persone mi dicessero che avevo talento, non sono mai riuscito a trovare uno sbocco per raggiungere pubblici più vasti. Ad un certo punto ho sentito che stavo perdendo tempo, e che le opportunità venivano date ad altri 'artisti' apprezzando più il fattore commerciale che il talento.

Qui a Sydney in 2 anni ho gia trovato un ottimo lavoro nel campo del cinema e sono stato avvicinato da piu persone che vorrebbero aiutarmi a lanciare la mia musica quest'anno. E' un processo lento che però è possibile. La lotta per i visti in Australia è un discorso complicato, ma in questo paese sento che il talento non ha perso la sua importanza.

- Come ci racconteresti Sydney e i suoi abitanti?

Sydney mi piace moltissimo. Qui non ho mai provato razzismo, cosa che ho provato spesso in Italia e moltissimo in America. La città non è molto grande, ma io la trovo un posto stupendo. I prezzi sono alle stelle, è sicuramente uno dei posti piu cari del mondo, ma è sicuramente un luogo dove si può trovare equilibrio e opportunità.

- Cosa ti manca di più della nostra provincia?

Le alpi. Ho visto posti stupendi, ho visitato piu di 13 nazioni negli ultimi anni, e per quanto questi posti siano magnifici (come il Brasile, o il Giappone), le Alpi saranno sempre nel mio cuore. Sono cresciuto sulle montagne, ed onestamente le alpi del cuneese saranno per sempre il mio paesaggio preferito.

simone giraudi

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