/ Attualità

Attualità | 15 gennaio 2019, 20:26

Mario di Vico (Moderati): "Prima di pensare a dove e come costruire un nuovo ospedale, attrezziamo adeguatamente le strutture sanitarie esistenti"

Riceviamo e pubblichiamo lettera sulle lunghe attese al Dipartimento d'Emergenza e Accettazione dell'ospedale Santa Croce di Cuneo

Mario Di Vico

Mario Di Vico

Gentile Direttore,

premesso che la mia lettera non vuole essere assolutamente una critica al personale medico e paramedico operante all’interno della struttura complessa D.E.A. del Santa Croce di Cuneo dove operano, con spirito di sacrificio e abnegazione, figure professionali di indubbio spessore professionale bensì, vorrei invitare la Direzione dell’Azienda Ospedaliera ad un deciso potenziamento del personale medico di pronto soccorso per far fronte al continuo e incessante afflusso di pazienti presso il predetto nosocomio.

Il mio invito trae spunto dalla disavventura vissuta personalmente il 13 gennaio scorso quando ho accompagnato un famigliare presso il predetto pronto soccorso.

Gli è stato inizialmente assegnato, come spesso accade, non trattandosi di un caso grave, un codice Verde. L’attesa si è protratta dalle ore 11 del mattino fino alle 18 della sera.

Dopo ben sette ore di attesa abbiamo deciso di rinunciare alla visita come avevano fatto alcune altre persone in attesa nella sala d’aspetto. Tengo a precisare che la situazione del famigliare continuava a peggiorare e segni e sintomi di malessere perduravano ormai da sette ore.

Tale circostanza ci spingeva, usciti dal DEA di Cuneo, a recarci dal medico di guardia del Comitato Locale della Croce Rossa il quale, dopo un’attenta valutazione del paziente, riteneva opportuno che ritornassimo in DEA perché era necessario effettuare delle analisi del sangue per una corretta diagnosi della patologia in corso.

Tornati in Pronto Soccorso e spiegata la situazione, ci è stato assegnato nuovamente un codice verde solo sulla base di una valutazione sommaria legata alla misurazione della pressione ed un elettrocardiogramma con la conseguente nuova attesa di circa un’ora prima della visita da parte del medico di turno.

Sicuramente tutto ciò fa parte del protocollo da seguire e purtroppo il cittadino non può sindacarlo ma può comunque rispettosamente esprimere i suoi dubbi e la sua insoddisfazione per la prestazione sanitaria ricevuta fortemente pregiudicata dagli irragionevoli tempi di attesa.

Questa lettera vuole solo evidenziare ciò che accade quotidianamente nel nostro DEA di riferimento per evidenziare la cronica carenza di personale medico e infermieristico deputato all’emergenza e all’accettazione che pregiudica il buon funzionamento e l’immagine del nosocomio che si vanta di essere il centro di riferimento per tutta la Provincia di Cuneo.

Un’ultima riflessione, me la consenta Direttore, prima di pensare a dove e come costruire un nuovo ospedale, spendendo decine di milioni di euro della collettività, attrezziamo adeguatamente le strutture sanitarie componenti quello attuale con particolare attenzione al DEA, dotandolo delle necessarie risorse umane e tecnologiche per rendere un adeguato ed efficiente servizio ai cittadini. Di questo e solo di questo hanno bisogno i cittadini cuneesi.

Mario di Vico
MODERATI

lettera firmata

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium