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Politica | 15 gennaio 2019, 14:30

Regionali, Maurizio Marello conteso da Pd e “Monviso”

Il sindaco di Alba, arrivato a fine corsa, sa che le opzioni in entrambe le liste sono irte di ostacoli. Non disdegna l’offerta, ma prende tempo prima di decidere se lanciarsi o meno in una difficile corsa verso Palazzo Lascaris

Maurizio Marello

Maurizio Marello

Dai 14 ai 18 anni sono stato impegnato nell’Azione Cattolica. Dai 19 anni ai 32 ho dato tutto me stesso per le Acli a fianco dei lavoratori. Dai 32 anni ai 42 ho speso le mie energie in consiglio comunale ad Alba, all’opposizione, lavorando per l’esclusivo interesse della mia città. Dai 43 anni ai 53 sono sindaco di Alba. Lo sono indegnamente. Ma lo sono stato e lo sarò  con tutto me stesso fino alla fine. Abbiamo ancora qualche mese per fare e completare buone cose. Grazie a tutti voi che mi avete aiutato, compreso e sostenuto”.

Con queste parole Maurizio Marello, giunto al termine del suo secondo mandato da sindaco di Alba, annuncia su Facebook l’avvicinarsi del momento in cui dovrà lasciare la guida della città.

Alba, dopo Cuneo – ma si potrebbe dire al pari della città del capoluogo di provincia dato il peso economico acquisito – è un centro di primaria importanza in Piemonte. Alcuni predecessori di Marello, Francesco Sobrero, Ettore Paganelli, Tomaso Zanoletti, dopo l’esperienza in municipio, sono approdati al Parlamento e in qualche caso hanno anche assunto incarichi di governo.

Lecito dunque chiedersi: che cosa farà Marello quando non avrà più in mano il timone della capitale delle Langhe? L’appuntamento elettorale imminente fa pensare ad una sua candidatura in Regione ma, a diversità dei suoi predecessori democristiani, il cui cursus honorum era praticamente segnato, deve fare i conti con una situazione oggettivamente più difficile.

Non è un mistero per nessuno che sia il Pd che la lista di Chiamparino “Monviso” se lo stiano filando intensamente. L’interessato, tuttavia, consapevole di quanto sia stretta questa volta la porta per accedere a Palazzo Lascaris, nicchia.

Nel Pd le ricandidature dell’assessore regionale uscente Francesco Balocco e del consigliere Paolo Allemano rappresentano una oggettiva e problematica concorrenza interna. Se poi si considera che i sondaggi per il Pd non sono entusiasmanti, si capisce perché Marello, nonostante sia tesserato al partito, non abbia ancora risposto affermativamente.

L’altra opzione potrebbe essere una candidatura nella formazione civica di Chiamparino, considerato che il governatore uscente persegue pragmaticamente per il “suo” centrosinistra un disegno che lo sta portando a smarcarsi sempre più dal Pd. Anche questa strada è irta di ostacoli perché l’assessore regionale uscente Alberto Valmaggia parte da un plafond di preferenze personali di tutto rispetto.

Mentre Pd e Monviso se lo contendono, Marello si gode le ultime gioie all’ombra delle torri e prende tempo.

Giampaolo Testa

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