/ Agricoltura

Agricoltura | 15 gennaio 2019, 07:45

Cuneo: il corso di Tecnico superiore della trasformazione ortofrutticola, gestito da AgenForm, raddoppia (FOTO)

A ottobre sono iniziate le lezioni del secondo anno del primo ciclo di studi e del primo anno del secondo ciclo. Con, rispettivamente, 20 e 30 allievi. Al termine dell’iter formativo è previsto l’esame di Stato. Per gli iscritti i possibili sbocchi lavorativi sono molti

Alcuni degli allievi del primo anno del secondo corso con il docente Simone Morero

Alcuni degli allievi del primo anno del secondo corso con il docente Simone Morero

Il Consorzio AgenForm-Agenzia dei Servizi Formativi della Provincia di Cuneo sta gestendo, per conto della Fondazione Istituto Tecnico Superiore (Its) Agroalimentare del Piemonte, nella sede del capoluogo della “Granda”, in piazza Torino, dove si trova anche il Dipartimento universitario di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, i corsi di Tecnico superiore della trasformazione ortofrutticola.

Il ciclo di studi, riservato a chi ha il diploma superiore o la laurea, è totalmente gratuito grazie ai finanziamenti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) e della Regione. Si sviluppa in due anni, con 1.800 ore complessive di lezione delle quali 600 di stage effettuate direttamente nelle aziende. Al termine è previsto l’esame di Stato, con il rilascio del titolo di Tecnico Superiore V livello del Quadro Europeo delle Qualifiche (Eqf), la certificazione di sicurezza sul lavoro, quella di quarto livello della lingua inglese e il riconoscimento del percorso formativo, in sostituzione del periodo di pratica, per l’iscrizione all’Albo professionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.

Il coordinamento scolastico è stato affidato a Rossella Briano e a Marta Benedetto, 30 e 37 anni, laureate rispettivamente in Scienze Agrarie e Scienze dell’Educazione-indirizzo “Formazione dei formatori”.  

Quali sono gli obiettivi del corso? “Formare dei tecnici - risponde Rossella Briano - in grado di occuparsi di tutti i processi della trasformazione ortofrutticola: dall’arrivo della materia prima alla confezione del prodotto finito, compreso il controllo della qualità, dell’igiene e della sicurezza alimentare. Oltre al marketing. Un programma costruito attraverso la conoscenza teorica delle materie insegnate, ma, in particolare, con la loro applicazione pratica: dal lavoro nel laboratorio condiviso con il Dipartimento di Scienze Agrarie in piazza Torino, che rappresenta il 40% delle attività, agli stage nelle aziende. Si mette molto concretamente in pratica l’alternanza scuola-lavoro. Il tutto gratuito, quindi anche con un’importante valenza sociale”.

Quali sono gli sbocchi lavorativi del dopo iter formativo? “Avendo una conoscenza a 360 gradi dell’intero percorso di trasformazione ortofrutticola, sono molti. Anche perché gli allievi avranno in mano un diploma che offre lo stesso livello della vecchia laurea prima della riforma, però con maggiori conoscenze pratiche. Se in famiglia è già attiva un’azienda agricola potranno aprire un laboratorio di trasformazione. Oppure lavorare in aziende agroalimentari, sia piccole che grandi, occupandosi del settore produttivo vero e proprio o di quello dei progetti sperimentali o ancora della certificazione per la vendita. Le aziende del comparto in provincia di Cuneo sono in crescita e richiedono sempre di più una professionalità specifica”.  

IL PRIMO CORSO

Il primo anno del primo corso è partito il 30 ottobre 2017 ed è terminato a luglio 2018. Il secondo anno è iniziato lo scorso ottobre e si concluderà con l’esame di Stato a luglio 2019. La commissione sarà composta dal presidente designato dal Miur, da un esperto della formazione indicato dalla Regione, da un esperto scientifico dell’Its, da un esperto del mondo del lavoro che sia stato docente/imprenditore delle aziende di stage nei due anni di Piano formativo e da un professore proveniente dall’Istituto Superiore Velso Mucci di Bra: Scuola che fa parte dello stesso Its. Gli allievi iscritti sono venti (quattro donne) e arrivano dalla provincia di Cuneo e dal Torinese. Per la maggior parte hanno conseguito la “maturità” in tempi recenti, ma alcuni sono più avanti come età e in cerca di occupazione. Il primo anno i docenti erano una ventina. Adesso, con qualche materia in più, sono diventati venticinque. Più del 50% di loro è titolare di un’azienda agricola di produzione e di trasformazione, gli altri provengono dagli Istituti Superiori o dall’Università.

Con Rossella Briano abbiamo tracciato un bilancio del primo anno di studi. “Siamo molto contenti - dice - dei risultati ottenuti. Grazie anche al buon lavoro svolto dai docenti, si è creata un’ottima rete di collaborazione reciproca. Inoltre, è andato bene il rapporto con le aziende degli stage. Abbiamo chiesto ai titolari se la formazione teorica del corso e quella tecnica fornita nel laboratorio dell’Università la consideravano sufficiente per l’attività pratica nelle loro imprese. Erano tutti entusiasti e non hanno evidenziato problemi. Tra l’altro uno degli allievi che aveva svolto lo stage dello scorso anno in un’azienda del Cuneese, in questi giorni ha iniziato, nella stessa struttura, un apprendistato di alta formazione. Con questo percorso e le altre ore svolte da noi in AgenForm sosterrà, poi, l’esame insieme agli altri ragazzi. Ma la possibilità offertagli di un contratto vero e proprio è stata per noi una grande soddisfazione”.      

IL SECONDO CORSO

Il primo anno del secondo corso è iniziato a ottobre 2018 e si concluderà nel luglio 2019. I buoni risultati conseguiti durante il primo corso hanno consentito di aumentare il numero degli allievi. Questa volta sono trenta (14 donne). Diciotto studenti arrivano dalla provincia di Cuneo, otto da quella di Torino e gli altri quattro da Aosta, Taranto, Catanzaro e Agrigento. Anche la loro formazione precedente a quella del ciclo di studi Its-AgenForm è molto differente: sei hanno il diploma da agrotecnico; cinque da perito agrario e altri cinque da ragioniere; quattro la “maturità” dell’alberghiero; tre la scientifica; due di scienze umane, una la linguistica e quattro con altri titoli. All’interno della classe in tre hanno conseguito la laurea e quattro si sono iscritti all’Università senza terminarla.

“Nel secondo corso - sottolinea Rossella Briano - ci siamo posti l’obiettivo di migliorare e ottimizzare quanto, nel primo anno del primo corso, essendo stata per tutti un’esperienza nuova, non avesse ottenuto il massimo gradimento. Lo abbiamo fatto distribuendo un questionario ai ragazzi, ai docenti e alle aziende degli stage. Il secondo corso avrà tre docenti in più di laboratorio. Una scelta che diventa interessante e costituisce un’opportunità di conoscenza maggiore per i ragazzi in quanto le tecniche dei medesimi processi di trasformazione vengono realizzate concretamente da mani diverse. Quindi, si possono acquisire esperienze differenti. Inoltre, sempre per fornire una maggiore formazione, la parte teorica di alcune materie è stata suddivisa in focus più approfonditi”.

Comunque siete soddisfatti? “E’ di nuovo una bella classe, anche se più eterogenea come età e provenienza degli allievi. Ma il buon affiatamento che si è creato ci fa ben sperare”.  

LE TESTIMONIANZE DI TRE ALLIEVI DEL SECONDO CORSO

Letizia Arato, 21 anni, di Cumiana, in provincia di Torino, perito agrario, attualmente vive nella frazione cuneese di Borgo San Giuseppe. Ha svolto il tirocinio formativo in un vivaio e lavorato in un supermercato del Torinese.

Perché la scelta del corso? “La passione, la curiosità e una sfida con me stessa. Il tutto si è sviluppato quando, frequentando l’Agrario di Osasco, siamo andati a visitare la cooperativa agricola “Il frutto permesso” di Bibiana. Mi ha colpita positivamente il modo nel quale era impostata. Però, sono sempre stata interessata a capire da dove arrivasse il cibo e come fosse prodotto. Quindi, mi attendo di imparare tanto e di arricchire le conoscenze di base del settore. Sul futuro del dopo corso non ho ancora delle idee precise. Ma, fra le strade possibili, mi piacerebbe essere assunta in qualche azienda per svolgere il controllo qualità”.

Arianna Buccinnà, 28 anni, di Torino, laurea triennale in Scienze Agrarie, si è dedicata a diversi compiti in una cooperativa sociale e, attualmente, lavora in un pub e si occupa di educazione ambientale. “Vorrei che il corso - sottolinea - mi fornisse delle conoscenze più approfondite per poi attivare, insieme ad altre persone, un laboratorio di trasformazione. Al momento c’è già un’idea che spero si possa realizzare sulla collina torinese. Nel territorio abbiamo tantissimi prodotti ortofrutticoli non valorizzati come si dovrebbe. Se quel progetto diventasse concreto il mio obiettivo è proprio quello di aiutare, attraverso la trasformazione, le aziende che non hanno le possibilità di far apprezzare i loro prodotti”.

Ciro Costa-Caviglione, 19 anni, di Aosta, fresco di diploma in un Istituto Professionale Agrario, al momento ha solo svolto degli stage all’interno della stessa Scuola che offriva dei percorsi pratici in vari settori agricoli. Ciro si è occupato principalmente del comparto frutticolo. “Fino a ora - afferma - ho studiato in teoria e pratica la coltivazione dei prodotti. Adesso, con il corso, vorrei capire meglio come vengono trasformati. Anche perché fin dal primo anno delle Superiori avevo già chiaro il mio percorso futuro: aprire un’azienda agricola e anziché vendere direttamente i prodotti lavorarli io in laboratorio. Spero di riuscirci”.       

Sergio Peirone

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium