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Attualità | 16 gennaio 2019, 10:19

Alba si prepara a salutare un altro padre nobile della sua vinicoltura: domani i funerali di Beppe Colla

Erede e continuatore di una famiglia dalle grandi tradizioni enologiche, si è spento ieri a 89 anni. Portò al successo la cantina Prunotto, prima di fondare col fratello la Poderi Colla a San Rocco Seno d’Elvio

Beppe Colla con la figlia Federica e il nipote Pietro (dal sito web dell'azienda)

Beppe Colla con la figlia Federica e il nipote Pietro (dal sito web dell'azienda)

A poco più di un mese dal commiato dato a Gigi Rosso, Alba e le Langhe devono dire addio a un altro padre nobile della loro moderna enologia.
Si tratta di Beppe Colla, classe 1930, spentosi ieri nella sua abitazione di Alba dopo una vita trascorsa tra filari e cantina della Prunotto prima e poi della Poderi Colla, l’azienda vinicola fondata insieme al fratello Tino. Una realtà che ha rappresentato un pezzo di storia della vinicoltura di casa nostra.

Una vicenda familiare e imprenditoriale, quella dei Colla, i cui albori risalgono addirittura agli inizi del 700 - allora in pochi vigneti di proprietà a Santo Stefano Belbo – e che lungo generazioni passa dalla produzione di vermouth all’acquisto di una cascina a San Giorgio di Castiglione Tinella, sino al lavoro del trisnonno Giuseppe quale uomo di fiducia di Carlo Gancia, fondatore della casa spumantiere canellese.

Il padre Pietro, classe 1894, appresa l’arte del metodo champenois da Giuseppe Gallese (che decenni prima l’aveva importata dalla Champagne), divulgò le tecniche di vinificazione dello "metodo classico" grazie al suo lavoro alla Gancia e all’acquisto di vigneti pregiati a Moncucco di Santo Stefano Belbo.
Nel 1930 la nascita del figlio Beppe che, diplomatosi alla Scuola Enologica, e dopo aver guidato giovanissimo la casa vinicola Bonardi, nel 1956 già rilevava la ditta cantina del Cav. Prunotto, rendendola presto una realtà famosa nel mondo quando ancora i vini piemontesi non avevano la fama internazionale di cui godono oggi.

Quasi quarant’anni dopo, nel 1994, ceduta la Prunotto ai toscani Antinori, Beppe fonda la Poderi Colla insieme al fratello Tino (classe 1949), intanto rientrato da varie esperienze all’estero, e che anni dopo proseguirà l’impegno in azienda insieme insieme alla nuova generazione di famiglia: il figlio Pietro e la nipote Federica, figlia di Beppe e della moglie Lidia. La sede dell’azienda è al Bricco del Drago, nella frazione albese di San Rocco Seno d’Elvio, ma la cantina vanta vigneti importanti anche alla Bussia di Monforte e nel territorio di Barbaresco.  

Riconosciuto come enologo e imprenditore dal grande acume e dalle profonde vedute, al pari del quasi coetaneo Gigi Rosso, Colla visse il proprio impegno nel mondo del vino anche sotto un profilo pubblico, partecipando alla stesura dei disciplinari di produzione delle denominazioni dei vini di Alba e perseguendo costantemente la qualità: negli anni ’60 per primo iniziò in Langa a vinificare separatamente le uve delle posizioni migliori e introdusse in etichetta il termine "cru", per valorizzare i vigneti dalla posizione migliore.

Più tardi guidò anche il Consorzio di tutela Barolo Barbaresco, che gli toccò rappresentare nell’anno tragico dello scandalo metanolo, e si impegnò anche sul fronte della promozione in chiave turistica del territorio, fondando insieme a Luciano Degiacomi l’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini d’Alba, di cui fu anche gran maestro alla scomparsa dell’amico.

Questa sera, mercoledì 16 gennaio, Beppe Colla verrà ricordato nel corso del rosario in programma alle ore 20.30 nella parrocchia di Cristo Re. Domani, giovedì 17, la stessa parrocchia ospiterà i funerali, con inizio alle 14.30.

Ezio Massucco

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