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Attualità | 16 gennaio 2019, 15:56

Autogrill sulla A6: contro la chiusura si apre la battaglia legale

Alcuni gestori si rifiutano di riconsegnare le aree alla società concessionaria, ed impugnano a loro favore il decreto interministeriale

La vetrina di un autogrill

La vetrina di un autogrill

“Non riconsegniamo l’area perché la società concessionaria non ha preso provvedimenti di riconvertire l’area come previsto dal decreto interministeriale del 2015”

Sono queste le parole che, tramite i loro avvocati, i gestori delle aree di sosta presenti sulla Torino-Savona, hanno detto ai rappresentanti di società che questa mattina - mercoledì 16 gennaio - si sono presentati presso i loro locali per ritirare le chiavi e quindi tirare giù le serrande dei bar e dei distributori di carburante che, secondo quanto stabilito dal decreto interministeriale, avrebbero dovuto chiudere il primo gennaio di quest’anno. Si apre così ufficialmente una battaglia legale che, c’è da scommettere, durerà a lungo.

Una mossa che non ha colto la società di sorpresa, visto che era già stata diffidata dal presentarsi per la riconsegna delle chiavi e quindi del locale.

Le parti hanno quindi stilato un verbale di “non riconsegna” che per quanto riguarda l’area di Mondovì, in direzione Savona, significa mantenere aperti sia il “food”, ossia il bar, che l’”oil”, ossia il distributore di carburante. Situazione leggermente diversa invece, per l’autogrill di Marene, dove il distributore è stato chiuso, mentre resta aperta l’area di sosta. Tra l’altro, tra chiusure e mancati rifornimenti, sono molti gli automobilisti che segnalano una mancanza di carburante dall’entrata a Torino fino a Ceva.

Ma cosa dice questo famoso decreto del 2015, dal quale è scaturita la lettera recapitata ai gestori nel mese di marzo dell'anno scorso, con oggetto “Chiusura dell’area di Servizio”, firmata dai vari responsabili delle diverse società che gestiscono le aree lungo l’autostrada Torino - Savona?

Sul decreto - firmato dagli allora ministri Lupi e Guidi che presiedevano rispettivamente il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dello Sviluppo Economico - si parla esplicitamente di approvazione del “Piano di ristrutturazione della rete delle Aree di Servizio”, con tanto di tabella che specifica quali sono i siti che saranno chiusi entro il 31 dicembre del 2018. In tutta Italia sono 25 e il Piemonte con le sue sei aree di servizio - quattro sulla Torino - Savona, una a Serravalle Scrivia, in provincia di Alessandria, sulla A7, direzione Nord ed un’altra sulla A26/A4 a Cavour Ovest, in direzione Sud - è la più penalizzata. Ci sono però delle “scappatoie” e sono quelle a cui fanno riferimento i gestori che non intendono chiudere.

Sul documento, infatti, c’è scritto anche che è possibile trovare delle alternative, come per esempio chiudere il distributore di carburante e mantenere solo aperto il punto di ristorazione. Oppure tenere aperta la sola area si sosta esclusivamente nel periodo dell’anno in cui c’è più traffico, chiudere o tenere aperto - a seconda della convenienza - durante le ore notturne ed infine automatizzare per tutte le 24 ore ogni servizio possibile offerto all’utenza. I giochi quindi non sono ancora chiusi, anzi, si direbbe che la battaglia inizi solo ora, nella speranza di poter ancora salvare un importante servizio per gli automobilisti, nonché almeno una cinquantina di posti di lavoro.

 

NaMur

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