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Attualità | 16 gennaio 2019, 19:48

Il divieto ai Tir in Val Roya “lede intese diplomatiche e accordi internazionali: il Prefetto informi il ministro degli Esteri”

Astra Cuneo, Fai, Confartigianato e Confindustria scrivono a Russo, chiedendogli (anche) di riferire sulla questione in sede di Conferenza intergovernativa delle Alpi del Sud e di coinvolgere il MIT per l’introduzione dello stesso divieto anche sulla porzione ligure della Strada statale 20

La manifestazione dello scorso 28 dicembre

La manifestazione dello scorso 28 dicembre

A neanche un mese dalla manifestazione dei “Tir lumaca”, che il 28 dicembre scorso ha paralizzato la Val Roya per chiedere “la libertà di circolazione e il diritto al lavoro”, un nuovo documento, indirizzato ieri (mercoledì) all’attenzione del prefetto di Cuneo Giovanni Russo contesta aspramente il divieto di circolazione sulla RD6204 per i mezzo di massa superiore alle 19 tonnellate.

Il documento è siglato in modo congiunto dalle associazioni di categoria – sia Astra Cuneo che la Fai provinciale – insieme a Confartigianato (che aveva già appoggiato la manifestazione di dicembre organizzata da Astra) e Confindustria.

Gli scriventi chiedono a Russo di istituire un tavolo di confronto per discutere dell’“attuale, perseverante situazione di stallo che sussiste lungo un percorso di transito internazionale, d’importanza strategica per le imprese del cuneese come il colle di Tenda e della valle Roya”.

Il riferimento, ovviamente, è al "divieto della vergogna, il divieto di transito sulla RD6204 per tutti i veicoli di massa superiore alle 19 tonnellate, imposto prima dalle municipalità francesi della valle Roya - a settembre 2017 - e poi con ordinanza del Consiglio dipartimentale delle Alpi Marittime, a dicembre 2017.

Un provvedimento che “genera tutt’ora consistenti danni all’economia della nostra provincia. – si legge nella lettera - Tale situazione, insostenibile per le aziende che da sempre percorrono questo itinerario commerciale, com’è noto perviene da una decisione unilaterale delle autorità francesi, senza che mai sia stato effettuato un confronto con la parte italiana.

Nel corso di ormai quasi un anno e mezzo, alcuna soluzione è stata prospettata nonostante il collaborativo impegno delle sottoscriventi associazioni, che dopo aver predisposto invano un testo con proposte derogatorie da presentare presso le sedi di svolgimento delle periodiche Conferenze intergovernative, hanno deciso di adire le competenti sedi giurisdizionali francesi al fine di non lasciare intentata alcuna ipotesi di difesa da questo ingiusto provvedimento”.

Nemmeno “il tentativo di tenere alta l’attenzione sul tema, a livello mediatico e nel dialogo con i rappresentanti politici territoriali, nuovi e vecchi, è servito nel corso dei diciassette mesi trascorsi a generare un vero ed autentico interessamento a questa grave questione, che come si ripete, insidia l’economia di molte imprese cuneesi.

Ora, le aziende che rappresentiamo, anche a seguito delle dimostrazioni di protesta svoltesi lo scorso 28 dicembre 2018, intendono porre assolutamente rimedio ad una problematica che si è ormai protratta troppo a lungo”.

Queste le premesse, dalle quali scaturiscono una serie di richieste, questa volta indirizzate al rappresentante del Governo sul territorio, il prefetto Russo.

“Considerato che la Prefettura partecipa costantemente alle Conferenze intergovernative delle Alpi del Sud – prosegue la lettera - le chiediamo di riferire sullo stato dell’arte in merito al dibattito istituzionale binazionale relativo alla viabilità della valle Roya con particolare attenzione al divieto ai veicoli di massa superiore alle 19 tonnellate”.

Non solo.

Associazioni di categoria, artigiani e industriali chiedono inoltre a Russo “di risollevare la tematica presso i competenti Ministeri e nello specifico rendendo dotto il Ministero degli Esteri dell’attuale situazione, potenzialmente lesiva delle intese diplomatiche e degli accordi internazionali in essere”.

Infine, la richiesta di “tener conto dell’esigenza di coinvolgere il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché Anas Spa, per l’introduzione del divieto ai veicoli aventi massa superiore alle 19 tonnellate anche sulla porzione ligure di SS20 quale provvedimento in grado di uniformare le modalità di transito e divieto sull’intera direttrice stradale ed evitare conseguenze discriminatorie riguardo la circolazione dei tir in valle Roya”.

redazione

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