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Economia | 16 gennaio 2019, 08:26

Il Comune di Crissolo stanzia a bilancio 3500 euro per sostenere i negozi del paese ed evitare una “desertificazione commerciale”

Aperto un fondo sperimentale. Il sindaco Re: “Da anni si sta verificando un fenomeno di progressiva chiusura di esercizi commerciali alimentari e non. Un fenomeno che intendiamo contrastare, anche al fine di scongiurare le gravissime ripercussioni che potrebbero portare perfino alla decadenza del paese”

Crissolo

Crissolo

Il provvedimento era stato annunciato dallo stesso sindaco Fabrizio Re durante più d’un Consiglio comunale.

E ora, il Comune di Crissolo mette nero su bianco gli impegni presi. È di pochi giorni fa, infatti, la delibera assunta dalla Giunta comunale con la quale viene creato un fondo di finanziamento “a supporto degli esercizi commerciali”.

3500 euro – stanziati in via sperimentale - che verranno utilizzati per contrastare “la desertificazione commerciale del paese”.

In questo modo – spiega Re – cerchiamo di arginare un problema di grande attualità. Che colpisce centri urbani, in particolar modo i piccoli centri storici, con il conseguente degrado che ne deriva. Una criticità che va di pari passo col diffuso e crescente impoverimento del ruolo e del valore sociale del centro cittadino.

Il depauperato delle attività commerciali trasforma il Comune in un mero dormitorio, non vitale. Si corre il concreto rischio che la desertificazione commerciale causi una più ampia ‘desertificazione territoriale’, con perdita di residenti e di flussi turistici”.

Crissolo, ormai si saprà, ormai da tempo si vede costretta ad interfacciarci con una serie di situazioni che tutto fanno fuorché aiutare cittadini e commercianti del paese.

Prima la rimozione del bancomat, trattata ampiamente dal nostro quotidiano. Poi la chiusura della tabaccheria in pieno centro e la “perdita” della rivendita dei quotidiani (ad un nuovo esercente vengono chiesti più di 1000 euro l’anno per il trasporto in paese dei giornali).

L’Amministrazione comunale, senza distinzione tra maggioranza e minoranza, più volte – compattamente – ha lanciato appelli in tal senso. Sul bancomat, il Comune si è detto disponibile anche a eliminare il canone forfettario (ed irrisorio) di 350 euro l’anno per l’affitto dei locali dove trova posto il bancomat e per le spese di energia elettrica.

Tutto inutile. Anche l’ultima, flebile, speranza legata ad un contatto con le Poste italiane (che in paese hanno anche un ufficio) sembra aver portato ad un nulla di fatto.

Da Palazzo, dopo una serie di considerazioni “verbali” durante i Consigli comunali, giunge dunque un primo atto “ufficiale”: un fondo di 3500 euro per le attività economiche del paese.

La vitalità del comune di Crissolo – continua Re - è necessaria sia per la popolazione residente che per il turismo che lo visita, con flussi ancora considerevoli.

L’elemento essenziale di ogni località turistica è la vitalità del commercio. Da anni, ormai, si sta verificando un fenomeno di progressiva chiusura di esercizi commerciali alimentari e non. Assistiamo dunque ad un quadro di potenziale e progressiva desertificazione commerciale che questo Comune intende contrastare, anche al fine di scongiurare le gravissime ripercussioni che potrebbero portare perfino alla decadenza del paese”.

Queste le premesse che motivano la decisione della Giunta (ma condivisa da tutto il Consiglio) di creare un fondo di sostegno, come “misura di contrasto alla chiusura dei piccoli negozi, che costituiscono un ancoraggio della comunità, come luogo di aggregazione prima ancora che di acquisto”.

Non dimentichiamo – aggiunge il primo cittadino – che le botteghe, di fatto, ‘vendono’ territorio e generano incoming turistico”.

Non solo. I piccoli negozi di paese, infatti, vanno incontro anche alle esigenze di quella fetta di popolazione anziana che ha “difficoltà ad utilizzare la macchina soprattutto durante il periodo invernale, quando le precipitazioni nevose sono particolarmente copiose”.

Considerati tutti questi aspetti, si può ben capire come l’apertura degli esercizi commerciali costituisca una sorta di “servizio a favore dell’intera comunità”, che il Comune ha deciso di premiare e sostenere economicamente.

In Municipio si raccoglieranno le manifestazioni di interesse per l’assegnazione del finanziamento. Presso gli uffici comunali, inoltre, sono disponibili tutte le informazioni ed i requisiti necessari per ottenere il contributo.

L’Amministrazione, intanto, ha già in mente la creazione di un fondo “simile”, ma di entità minore, per incentivare qualche istituto bancario a riportare il bancomat in paese.

 

Nicolò Bertola

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