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Attualità | 17 gennaio 2019, 19:13

Coldiretti Piemonte lancia l'allarme agli allevatori nel giorno di Sant'Antonio: "Contro l'estinzione delle razze storiche valorizzare la zootecnia"

Moncalvo e Rivarossa: "In Piemonte le aziende che allevano la razza bovina Piemontese sono 6 mila con 15 mila addetti"

Bruno Rivarossa

Bruno Rivarossa

In Italia sono scomparsi 1,7 milioni tra mucche, maiali, pecore e capre negli ultimi dieci anni. E’ la Coldiretti a lanciare l’allarme in occasione di Sant’Antonio Abate, il Patrono degli animali.

Un addio che ha riguardato soprattutto la montagna e le aree interne più difficili dove mancano condizioni economiche e sociali minime per garantire la permanenza di pastori e allevatori.

In un momento di crisi, è stata la domanda crescente di qualità e di garanzia dell’origine a portare ancora all’allevamento delle razze storiche a rischio estinzione – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – . In Piemonte la zootecnia da carne conta numeri importanti e le aziende che allevano la razza bovina Piemontese sono 6 mila con 15 mila addetti, oltre 315 mila capi ed un fatturato che arriva a 500 milioni di Euro. Oltretutto, un numero consistente di capi, in particolare ovini e caprini, è allevato nelle zone alpine e prealpine e sono circa 500 i margari che vanno in alpeggio. E’ anche il clima ad influire come è capitato con il patrimonio ovino piemontese che risente particolarmente dei cambiamenti climatici e della siccità: dalla pecora delle Langhe alla Frabosana, dalla Sambucana alla Garessina, dalla Tacola alla Biellese e dalla Saltasassi alla Savoiarda, sono diverse le razze a rischio estinzione. Al clima si aggiungono gli attacchi dei lupi che, nelle aree montane, rappresentano, come più volte abbiamo evidenziato, un vero pericolo".

"Gli animali custoditi nei nostri allevamenti sono un tesoro unico che va tutelato e protetto – concludono Moncalvo e Rivarossa - anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità, ma anche il presidio di un territorio dove il mantenimento è garantito proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro dei nostri imprenditori. Tutelare la biodiversità agricola significa creare filiere ecosostenibili, efficienti e competitive ed investire sulla distintività è una condizione necessaria per distinguersi in termini di qualità delle produzioni ed affrontare così il mercato globalizzato salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo”.

comunicato stampa

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